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SCUOLE ORAFE: QUALI FRONTIERE PER IL FUTURO.

 

 

Venerdì 8 ottobre 2021, nella sala conferenze di Betania, si è svolta la Tavola Rotonda dedicata alla Formazione nel campo orafo. Un momento di confronto e riflessione tra i principali referenti della formazione orafa a livello nazionale.

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Un evento atteso. Una occasione di condivisione volta a comprendere i rapidi cambiamenti del mercato del lavoro e le inevitabili risposte da parte degli istituti volti alla formazione delle nuove leve di artigiani orafi, che dovranno integrarsi e poi sostituire quelle figure, i Maestri Orafi appunto, che hanno affascinato il mondo con i loro gioielli.

Nutrita la composizione della tavola rotonda. A partire dai referenti delle principali scuole orafe italiane: FOR.Al di Valenza, rappresentato dalla dott.ssa Battistella, Istituto Ghirardi di Torino, rappresentato dalla dott.ssa Rizzi di Valenza e l’Istituto Galdus di Milano, rappresentato dal dott. Spinazzè. Significativa la partecipazione di Alessia Crivelli, neoeletta in Confindustria quale Vicepresidente del comparto orafo, per l’apporto dato nella veste di imprenditrice e referente di Confindustria.

Quale segno di una stretta collaborazione tra mondo professionale e istituzioni, anche in questa occasione, abbiamo avuto l’onore di ospitare il Sindaco di Valenza, Maurizio Oddone, accompagnato dal Vicesindaco, Luca Rossi.

La presenza di un esperto di #Sostenibilità, quale è Sergio Vazzoler,  facente parte del Comitato Direttivo Nazionale di FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), ha arricchito le tematiche con un ponte sul futuro. Quello che ci deve portare verso una visione di sostenibilità, oggi non più procrastinabile. Ecco un’altro tassello che entra con forza nelle tematiche della formazione. Dare ai nostri giovani un punto di riferimento che li educhi al rispetto della natura, delle città, degli ambienti di lavoro, ispirandoli a quelle azioni che devono fondarsi su di un nostro comportamento responsabile.

(L’articolo di Marco Bertoncini su “Il Piccolo” di Alessandria di venerdì 8 ottobre 2021)

Di grande interesse e realismo, gli interventi del Sindaco Oddone e del Vicesindaco Rossi. Con estrema chiarezza hanno delineato possibili scenari futuri che potrebbero portare, a breve, ad un incremento di circa mille posti di lavoro nelle aziende orafe della città dell’oro. A questo proposito, fondamentale la sinergia con l’Assessore Regionale Elena Chiorino che, impossibilitata a presenziare per impegni fuori regione,  ci ha inviato un comunicato in cui evidenzia il Suo appoggio ai progetti della amministrazione guidata dal Sindaco Oddone.

Un confronto durato più di due ore. Un susseguirsi di considerazioni che, inserendosi con logica e pertinenza, hanno dato vita ad una vivace “brainstorming session“. Tra i vari punti esaminati, ve ne sono due sui quali tutti hanno convenuto:

 

  1. La improrogabile necessità di fare squadra. Di lavorare insieme per sfruttare il potente volano di quella sinergia che, solo un lavoro di squadra, può consentire.
  2. Il valore del “Capitale Umano”. I nostri giovani che, seppur nell’era dell’ AI ( Artificial Intelligence), saranno sempre il fulcro dell’attività di formazione. Ecco il vero punto che ci consentirà, anche nel terzo millennio, di continuare ad esprimere quelle doti di creatività, manualità ed estro che i Maestri Orafi hanno fatto ammirare ed apprezzare al mondo intero.

Un pomeriggio che si è concluso con l’auspico di rivedersi presto, per continuare a ragionare su quanto possiamo fare, tutti insieme, per continuare ad alimentare un professione artigianale che dovrà creare le nuove leve che traghetteranno l’arte orafa nel futuro.

E’ così che si sono spente le luci in quella sala conferenze posta sulla sommità di una collina dalla quale si ammira un panorama mozzafiato. Il nostro Monferrato.

Un ringraziamento al responsabile della struttura di Betania, Luciano Panelli, che, con amicizia e professionalità, ha ospitato questa settimana di eventi. Consentendoci di prolungare i rapporti umani instauratisi con una convivialità che, solo un ricco aperitivo, può regalare.

Di questa ultima giornata ci rimane una sensazione profonda. Quella di una strategica condivisione di intenti da parte delle istituzioni, del mondo accademico e del tessuto professionale. Nel nome di un futuro che è già tra noi. E non può più attendere di essere forgiato.

 

 

 

 

 

 

 

 

CONFERENZA MARKETING PSICOLOGICO E COMUNICAZIONE STRATEGICA NEL COMPARTO DEL LUSSO

 

 

Sovente ci chiediamo quale possa essere il titolo di una conferenza dedicata agli operatori di un dato settore. Un titolo che possa, in modo immediato, esplicito e coinvolgente, comunicare quale sia il nucleo centrale dell’intervento proposto. Nel caso specifico, dove il nostro contributo è rivolto agli imprenditori del settore orafo, individuarlo non è stato difficile. Quasi in tono provocatorio, apriamo con una domanda, semplice e diretta: perché acquistare un gioiello

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La prima e più immediata risposta è quella che individua in un gioiello una qualità condivisa da ogni consumatore in tutto il mondo: un gioiello è prezioso, bello e gratifica chi lo possiede.

La nostra riflessione parte da una visione classica dell’approccio del cliente all’acquisto, la razionalità. Consuetudine che vuole caratterizzare le scelte di una persona, anche nei confronti di beni di lusso, sempre guidate da logica e un attenta valutazione di caratteristiche e costi. Ma ben presto, sin dalle prime slide che valuteremo, inizieremo a comprendere che vi sono altre motivazioni che ispirano ad un acquisto di un bene di lusso, quale un gioiello è.

 

Ma, allora, quali sono le “leve” che agiscono sul consumatore quando si dispone ad acquistare un bene di lusso?

Inizieremo facendo tanti passi indietro. Che ci riportano alla teoria di Abrham Maslow e alla sua Piramide dei Bisogni Umani. Piramide in cui identificava i bisogni umani, dai più essenziali, come la difesa e l’alimentazione, sino a quelli più evoluti comprendenti la socialità e l’autorealizzazione. Da qui comprenderemo come le pulsioni che ci spingono ad approcciarsi al mercato del lusso, si trovano nella parte più alta della piramide, dove intravvediamo quei meccanismi psicologici che ci spingono ad apparire, a renderci importanti agli occhi degli altri, nonché ai nostri occhi quando ci osserviamo e vogliamo vedere una certa nostra figura. Una figura che comunichi sicurezza, stile e potere economico.

E’ da qui che iniziamo a comprendere come vi siano altre motivazioni che superano il concetto di “acquisto razionale“. Cioè quello fondato sul calcolo della spesa, dell’utilizzo e dell’opportunità dell’acquisto stesso.

Quali, allora, le dinamiche psicologiche a cui riferire l’acquisto di un bene di lusso? Quali i “driver” che conducono l’acquirente a desiderare un bene di lusso?

Passando per il “dark side” del consumo, comprenderemo quali sono le “leve psicologiche” che stanno alla base di chi acquista beni del comparto del lusso.

Non una lezione frontale. Ma un viaggio tra le tante variabili che si intersecano chiarendoci alcune dinamiche dei nostri comportamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

MAESTRI ORAFI, IERI, OGGI, DOMANI

 

Studio Cirri ha ospitato, giovedì 23 settembre 2021, la conferenza stampa di presentazione del ciclo di conferenze “Maestri orafi, ieri, oggi, domani” dedicata agli imprenditori del settore orafo di Valenza.

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Seconda una consolidata consuetudine in ambito delle relazioni pubbliche, il poter sedere vicino ogni convenuto ad una riunione crea un clima di favorevole vicinanza. Così è accaduto alla conferenza stampa di presentazione ai giornalisti tenutasi nella sala rossa del nostro studio. Non una sala conferenze con gli organizzatori seduti dietro un ampio tavolo posto su di un palco. Proprio no. Giornalisti e organizzatori posti fianco a fianco in una sala tradizionalmente dedicata ai corsi di formazione one-to-one o one-to- many.

Così abbiamo accolto Franca Nebbia (La Stampa), Marco Bertoncini (Il Piccolo), Massimo Castellaro (Il Monferrato) e Luca Rencanati di Radiogold TV. Proprio in quella sala dove, alcuni mesi fa, venne abbozzata per la prima volta l’idea di progettare un evento che, partendo dalla figura dei Maestri Orafi, si concretizzasse in un ciclo di conferenze dedicate al tessuto imprenditoriale di quella città nota in tutto il mondo per saper creare oggetti di alta gioielleria.

E’ proprio così che, Liviano Bellini, Presidente di Valenza nei Marchi, ci ha abbozzato l’idea di questo nuovo progetto che, oggi, diviene realtà.

L’evento che apre questo ciclo di conferenze si terrà alle 17.00, sabato 2 ottobre 2021, nella piazzetta del Centro Comunale di Cultura di Valenza. Partendo dal conferimento di alcuni attestati ad imprenditori che, con la loro lunga e fortunata carriera, entrano di diritto nell’Elenco dei Maestri Orafi istituito nel 2019, si focalizzerà l’attenzione sul valore delle loro doti artigianali. Ideazione, capacità di creare, genialità e una ineguagliabile manualità ne fanno dei veri maestri della gioielleria apprezzata e riconosciuta nel mondo intero. Figure che, fino a poco tempo addietro, erano relegate nelle loro fabbriche al pari degli Gnomi che abitano i boschi. Quasi come se i gioielli venissero creati da figure inesistenti. Che oggi possiamo conoscere ed apprezzare anche sotto il profilo umano, oltreché professionale. Conoscendo le sfide che hanno affrontato per affermarsi nel mondo della gioielleria, divenendo figure di riferimento in grado di fare scuola.

Da lunedì 4 ottobre 2021, si darà avvio ad un ciclo di conferenze tematiche dedicate al mondo imprenditoriale di Valenza. Numerosi e articolati i contributi che si susseguiranno. A seguire il calendario degli incontri che si terranno nella sala conferenze della struttura Betania:

  • 4 ottobre – h.17.00 Conferenza
    Artigianato e Urbanistica a Valenza
    ( Arch. Claudio Deangelis)
  • 5 ottobre – h.17.00 Conferenza
    Perché acquistare un gioiello: dal marketing psicologico alle
    strategie comunicative nel comparto del lusso
    (Dott. Giuseppe A. Cirri)
  • 6 ottobre – h.17.00 Conferenza
    Le frontiere del mercato digitale
    (Dott. Francesco M. Cioccolo)
    7 ottobre – h.10.00 Conferenza
    Sviluppi nella progettazione CAD. del gioiello
    (Michele Turco)
  • 7 ottobre – h.17.00 Dialogo
    Dal design alla realizzazione del gioiello
    (Dialogo tra Arch. Claudio Dangelis
    e Designer Luciano Ponticello)
  • 8 ottobre – h.16.00 Tavola Rotonda
    con la partecipazione delle scuole orafe
    Formazione e mercato del lavoro nel terzo millennio,
    quali sfi de per il futuro.
    Conduce: Dott. Cirri

Molte le tematiche trattate. Con un intento ben preciso. Dedicare una settimana a dei focus che stimolino riflessioni e dibattiti sul futuro che attende il mercato globale della gioielleria, tra innovazioni tecnologiche, strategie di comunicazione e marketing e problematiche urbanistiche di una città in grado di accogliere controparti provenienti da tutto il mondo. Senza dimenticare l’ineguagliabile abilità e l’infinita creatività che ha fatto dei Maestri Orafi uno standard conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Anche nell’era dell’Intelligenza Artificiale, il Capitale Umano resta un valore insostituibile, che non potrà mai essere sostituito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CUORE DI LIONS

 

Un’idea brillante. Come una scarica elettrica portatrice di energia. Quella scarica e quell’energia in grado di far ripartire un Cuore. Ridando la vita.

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Un progetto ambizioso ma, al tempo stesso, in grado di suscitare grande adesione sia nel mondo Lions sia nella cittadinanza.

L’idea di proporre un ciclo di serate tematiche finalizzate all’acquisto di 6 Defibrillatori è venuta ad un esperto organizzatore di eventi ispirati ad attività benefiche. E’ il Dott. Marcello Canestri, Presidente del Lions Club Alessandria Host che, durante la serata della Campana svoltasi il 25 giugno 2021, ha presentato ai convenuti questo importante progetto.

Anzitutto partendo da un presupposto. Utilizzare il periodo estivo, tradizionalmente caratterizzato da poche attività, per organizzare alcune cene nelle vie della città di Alessandria. Cene che, di volta in volta, vedono coinvolti ristoratori di quella parte di città, dando loro il modo di farsi conoscere e apprezzare da una potenziale clientela futura. Di più. Il servizio ai tavoli, non gestito da personale specializzato ma, udite bene, da Soci Lions abbigliati con una bianchissima maglietta con logo Lions e l’immancabile claim “We Serve“.

A gestire questa complessa macchina organizzativa è stato chiamato un grande esperto della ristorazione, lo Chef Beppe Sardi, indimenticabile titolare del Ristorante alessandrino”Il Grappolo“. Sotto la sua guida, tutti i volontari Lions si sono appropriati con professionalità di un ruolo delicato, soprattutto quando il numero dei presenti alle cene ha superato abbondantemente le cento unità.

Service nel Service, è proprio il caso di dire.

Tramite le tre prime serate sono stati raggiunti tre importanti obiettivi. Acquisire i fondi per acquistare tre defibrillatori. Un vero successo in termine di presenze e di generosità. Una città che, comprendendo l’importante finalità di questo ciclo di serate, si unisce per vivere insieme momenti di condivisione. Momenti esaltati da quello che ogni serata estiva può dare di meglio.

Nel corso della terza serata, il Dott. Palenzona (…specializzato in Anestesia e Rianimazione…) ha annunciato un’ulteriore passo in avanti del progetto. Non solo perseguire l’acquisto di sei Defibrillatori, ma istituire un corso per conseguire l’abilitazione all’utilizzo del DAE su tutto il territorio nazionale. Una ratio chiara e comprovata dall’esperienza. Troppo sovente, nonostante la presenza di un DAE in strada, in una struttura pubblica o privata, non è possibile intervenire in caso di urgenza. Per mancanza di chi lo sappia utilizzare rapidamente e con sicurezza.

Ora bisogna continuare a condividere i prossimi appuntamenti, certi che l’obiettivo finale si può  e si deve raggiungere.

Il prossimo appuntamento si terrà martedì 3 agosto,  in via Urbano Rattazzi alle ore 20.00.

Sarà un ulteriore occasione per condividere momenti che rimarranno nella nostra mente e nei nostri cuori. Persuasi che, con quei 6 defibrillatori donati alla città, tutti insieme potremo pensare di salvare una vita umana.

 

 

 

CORSO BREVE: IL PUBLIC SPEAKING NELLE RIUNIONI ONLINE.

Rotten At Public Speaking – J.B. Winter

 

Eccoci difronte al nostro computer. Da lì a poco accederemo ad una piattaforma che ci connetterà con altre persone. Una riunione importante, per contenuti e sviluppi lavorativi. Un’intervista su di una testata radiofonica, un intervento ad una riunione aziendale o una consulenza. Alle nostre spalle uno scorcio del nostro studio, della nostra casa o di quella vetrata che da sul nostro giardino. Tutto è pronto. Ma…lo siamo anche noi sotto il profilo di una comunicazione professionale?

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Un primo punto fondamentale. Quando partecipiamo ad una riunione in cui dobbiamo parlare “dal vivo“, sentiamo una tensione che viene gestita anche nella preparazione della nostra performance. E’ indubbio che tanti sono gli aspetti che dobbiamo curare. Il modo in cui ci vestiremo, gli ausili che terremo in mano per seguire i punti della nostra relazione, l’uso o meno degli occhiali, la gestione degli spazi, sino a giungere al controllo delle emozioni e della tensione.

Domanda: Siamo certi che usiamo lo stesso scrupolo nel preparaci ad una video riunione in cui dovremo esercitare la nostra funzione di Public Speaker?   

Questo primo aspetto riveste grande importanza. Non sfuggono a nessuno di noi i tanti collegamenti in cui il public speaker di turno si presenta in modo trasandato, in una “versione casalinga” e antitetica a qualsiasi deontologia professionale. Questo è senz’altro il primo errore da evitare. Lasciarci coinvolgere dalla informalità del luogo dal quale teniamo il nostro intervento. Ovunque siamo, la nostra professionalità deve anche essere sottolineata dal come ci presentiamo.

(Ilaria Capua e Matteo Bassetti, due virologi oggi attivamente impegnati nella veste di public speaker)

Come ben sappiamo, non poche sono le insidie che un public speaker deve saper gestire e controllare con un’adeguata preparazione. Una di queste, diviene preponderante e spesso sottovalutata nell’utilizzo delle riunioni online. Si, è proprio lei. Quella lucina accesa sul nostro computer portatile, che ci indica che la telecamera è in funzione. Siamo li, davanti a lei in un primo piano a volte impietoso. Ogni nostra espressione, anche la più piccola, viene colta ed amplificata. Così come l’uso della nostra voce o la postura che decidiamo di tenere davanti al video. Anche il più piccolo dissenso viene colto e amplificato da quella inquadratura ravvicinata.

Le tre componenti della comunicazione, Verbale, Paraverbale e Non Verbale, assumono in video nuove sfumature. Ognuna di esse deve essere attentamente soppesata. Ogni particolare deve essere attentamente valutato e studiato. Solo così potremo fare la differenza. Solo così saremo in grado di affermare la nostra professionalità, prendendo le distanze da tutti coloro che si improvvisano public speaker, dando vita a performance quanto meno deludenti.

Se di Reputazione Personale e Professionale vogliamo parlare, ogni nostro intervento deve essere in linea con quanto vogliamo continuare a dimostrare anche in un momento difficile come quello attuale. Dove la Formazione e la Preparazione ci distingueranno sempre……anche in video.

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Affronteremo queste tematiche nel corso breve di due ore che terremo venerdì 19 marzo 2021 con inizio alle ore 17.30.

Per iscrizioni e informazioni sulle modalità di partecipazione, inviateci una mail a  info@studiocirri.com.

Agli iscritti al webinar invieremo una mail di conferma con il link a cui accedere per collegarsi nel giorno e ora indicati.   

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LET’S START AGAIN: STRATEGIE PER RIPARTIRE

 

Ogni Nuovo Anno ha per definizione una caratteristica fondamentale. Una peculiarità che, di anno in anno, si ripete rigenerandosi e rinnovandosi. Stiamo alludendo al momento in cui, ognuno di noi, nella diversa veste personale o professionale, si raccoglie per progettare e pianificare le attività e gli obiettivi da perseguire.

Ma, quello che diviene routine, può non valere quando si devono affrontare momenti e anni che routinari non lo sono proprio. Anni in grado di sconvolgere ogni precedente pianificazione. E, senza ombra di dubbio, l’inizio di questo 2021 non ha nulla a che fare con tutti gli anni che, dal dopoguerra ad oggi, abbiamo vissuto. Mai avevamo visto le nostre certezze e la nostra libertà messe in discussione. Mai avevamo pensato di dover re-inventare un nuovo modo di #comunicare e gestire le nostre #relazioni sia in ambito privato che in quello lavorativo.  Mai avevamo visto le nostre attività così in pericolo. Ma tant’è.

 

 

Dato per certo che, come abbiamo detto, stiamo affrontando un periodo storico che ci vede costretti a rivedere il nostro modo di agire e di concepire la nostra vita lavorativa, vale la pena di chiederci quali siano le migliori #strategie che ci consentano di poter essere in grado di ri-partire mettendo in campo le giuste energie e le opportune mosse. Come su di una scacchiera, su cui sta giocando la partita dove la posta in gioco è la nostra sopravvivenza e il futuro professionale.

Recenti ricerche svolte presso alcune università statunitensi, si sono focalizzate sul creare un decalogo che racchiuda quelle peculiarità caratteriali, relazionali e professionali, in grado di consentire ad un professionista o ad un imprenditore, di essere in grado di superare momenti caratterizzati da evidenti stati di crisi. Momenti in cui è indispensabile saper gestire con lucidità la fase contingente ma, ancor di più, la fase progettuale. Proprio quella che ci consente di generare un’idea da perseguire nel nostro futuro lavorativo.

Un tempo si diceva “la capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo“.

Il parterre di imprenditori e manager intervistati dai ricercatori è stato di circa 1500 soggetti. Nella fase progettuale di questa ricerca, gli studiosi si sono posti due domande:

Quali sono le caratteristiche che accomunano i migliori manager, gli imprenditori di successo, gli uomini e le donne che hanno saputo costruire e consolidare le proprie attività aziendali e professionali?

Quale il loro segreto per superare momenti di forte crisi?

Anzitutto, con i primi dati ottenuti si è osservato che le caratteristiche fondamentali di questi professionisti di successo sono molto simili e si evidenziano in ogni ognuno di loro. Esiste quindi un “pacchetto base” di abilità, conoscenze e attitudini che contraddistinguono i personaggi in grado di realizzare carriere e progetti di grandi portata.

Volendo riassumere le principali “skills” che costruiscono la personalità di un professionista in grado di “guadare fiumi in piena“, possiamo citarne alcune:

             – Passione                                                           – Tenacia

             – Empatia                                                           – Capacità di sopportare le avversità

             – Capacità comunicativa e relazionale       – Visione

             – Abilità nel parlare in pubblico                   – Senso di responsabilità

             – Leadership Emotiva                                     – Equilibrio nel rapporto con il denaro                             

             – Disciplina                                                        – Attenzione al proprio stato psico-fisico  

                                                                                          

Come è stato osservato dai ricercatori statunitensi, la “personalità” di questi professionisti di successo è un caleidoscopio composto da molte sfaccettature. In grado di compenetrarsi e completarsi a vicenda, per creare una sinergia capace di idealizzare, applicare e realizzare progetti……anche sogni! Con perseveranza e resilienza, per essere in grado di superare i momenti in cui tutto sembra essere contro di noi.

Dedicheremo a queste attitudini ulteriori approfondimenti.

Ora, però, ci sembra utile soffermarci a riflettere su quali di esse oggi abbiamo bisogno per superare questo difficile momento in cui ci troviamo. Con umiltà. Riconoscendo quello di cui siamo carenti. Partendo da un semplice presupposto. Da quella terapia che ci può aiutare a coltivare abilità strategiche per il nostro futuro personale e professionale. La #Formazione.

 

 

 

 

 

 

 

RIUNIONI ONLINE

 

 

 

 

 

Potremmo aprire questa nostra riflessione con alcune domande e altrettante risposte banali e scontate, di quelle che farebbero onore a Monsieur de La Palice che, per tradizione consolidata, diceva ovvietà ampiamente scontate

 

 

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Siamo consapevoli di quanto è cambiato il nostro modo di comunicare? In seguito a questi cambiamenti, vi sono differenti regole da applicare alla nostra comunicazione? Possiamo applicare tecniche che migliorino l’efficacia di una riunione virtuale?

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Una distinzione è d’obbligo. Se parliamo di una comunicazione personale, di rapporti interpersonali in ambito di contesti extra la lavorativi, potremmo fare molte considerazioni. In questa sede desideriamo però definire alcuni punti strategici legati ad una comunicazione professionale, quella che utilizziamo oggi, non più in presenza ma tramite le tante riunioni virtuali mediate dal nostro inseparabile computer portatile.

In un recente articolo apparso sulla blasonata Harvard Business Review, in primis si è focalizzato l’obiettivo sulla reale necessità, nonché sui pericoli latenti, di organizzare un eccesso di riunioni online. In questo contesto i ricercatori di Harvard hanno esaminato come vi sia anzitutto un eccesso di riunioni online, salite di circa il 13% rispetto al periodo ante Covid. Di pari passo, viene rilevato che, anche il numero di partecipanti alle riunioni è salito del 13,5%.

Come diretta conseguenza, si è assistito ad una reale esplosione dell’utilizzo delle piattaforme che consentono di organizzare e gestire riunioni online, prima fra tutte Zoom. A titolo esplicativo, riportiamo una recente classifica delle 10 piattaforme più utilizzate:

                                              1. Demio    2. Webinar Ninja    3. JetWebinar     4. GoToWebinar    5.WebEx

                                           6. GetResponse  7. Livestream   8. Webinars Onair   9. Zoom. 10. Google Meet

Non vi è dubbio che la “necessità di incontrarsi” online sia anche dovuta ad un meccanismo psicologico che tende a voler rompere questo forzato isolamento a cui ci stiamo abituando con fatica. Quello che dovremmo considerare è anche che, con buona probabilità, questa nuova modalità di lavoro, verrà ulteriormente metabolizzata e diventerà, negli anni a venire, un metodo sempre più utilizzato. In questa logica, stiamo anche comprendendo come e quanto lo smart working ci consenta di gestire la nostra vita in modo diverso, risparmiando tempo nei trasferimenti, nelle code e, certamente, anche in stress e stanchezza fisica. Non di meno, stiamo imparando a lavorare all’interno della nostra “Confort Zone“, rappresentata dal nostro studio, dalla nostra stanza in mansarda o da quell’angolo di casa che tanto amiamo.

Un dato di fatto. Un cambiamento epocale. Forse ci stiamo abituando, ma questa nuova modalità di gestire meeting e riunioni di lavoro ci ha esposto ad un nuovo e rivoluzionato modo di comunicare. Avevate mai visto prima d’ora un professionista, un manager, un dirigente ospedaliero, uno scienziato o, più semplicemente, uno di noi, inserito nella sua mansarda dove si intravvedono oggetti personali, magari in disordine, oppure si sentono rumori provenienti dai figli che corrono o dall’amato cane che abbaia per un rumore improvviso?

Caso che ci è stato raccontato dal protagonista pochi giorni fa, primario chirurgo in un ospedale svizzero, è che, durante i briefing mattutini con  il suo staff in periodo di lockdown, ancora assonnato indossa una Lacoste rimanendo nature dalla cintura in giù. Ovvia la raccomandazione di evitare, per sbaglio, di alzarsi! E così potremmo dire di inaspettati passaggi di familiari durante un collegamento ufficiale….

 

L'imprevisto in teleconferenza: le più belle (e imbarazzanti) gaffe su Zoom - Corriere.it

 

Tornando alla ricerca dell’Harvard Buiness Review, viene evidenziato come, dagli anni sessanta a oggi, si sia passati dalle dieci ad oltre ventitré ore di riunione alla settimana. Molti dei manager interpellati hanno evidenziato come l’eccesso di riunioni porti via troppo tempo al proprio lavoro, si concretizzi in riunioni improduttive e, non marginale, tendano a deprimere quello che viene chiamato “deep thinking“, cioè il pensiero profondo. Per  semplificare, il pensiero profondo è quello che ci concediamo quando, seduti alla nostra scrivania, soli ed in silenzio, esaminiamo un situazione cercando di farci venire idee, valutando alternative e relative possibili soluzioni. Non dimentichiamolo. Questi sono momenti preziosi, che ci consentono di trovare equilibrio e chiarezza nelle scelte da affrontare. Si, perché avremo la possibilità di stare con il nostro migliore consigliere…noi stessi!

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Ma quando serve veramente organizzare una riunione? 

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Obiettivi. Per definizione, una riunione serve per prendere decisioni. A questo obiettivo si arriva tramite un confronto dei partecipanti, fornendosi reciprocamente delle idee, confrontandosi, esprimendo orientamenti e, nei dovuti modi che le strategie di comunicazione ci consentono, anche di formulare dubbi, perplessità e critiche. Ogni argomentazione intavolata deve essere pertinente, evitando di divagare su tematiche che allungano i tempi e riducono l’efficacia dell’incontro. Anche quando siamo in modalità online, le regole non cambiano. del prossimo weekend in montagna o della nostra nuova macchina appena ritirata, ne parleremo poi davanti ad un buon caffè!

Pericoli in agguato. Nemici di una produttiva riunione sono i cosiddetti “comportamenti disfunzionali“. Anzitutto il protagonismo di alcuni partecipanti che, fatalmente, si appropriano della scena recitando un copione ampiamente noto e mettendo in soggezione partecipanti particolarmente timidi e introversi. Teniamo presente che, anche nelle riunioni virtuali, al pari di quanto avviene in presenza, le persone schive e timide si collocheranno a margine della discussione. Se non coinvolte dall’organizzatore, non potranno dare un contributo molto spesso di valore e produttivo per ulteriori approfondimenti.

In secondo luogo, le critiche distruttive e fine a stesse, magari accompagnate da eccessiva presunzione e poco rispetto degli altri partecipanti. Se il termine “brainstorming” ha un senso, questo è nel permettere ad ognuno di esprimere le proprie idee e le relative logiche che le ispirano. Solo così è possibile creare quel valore aggiunto che più teste pensanti  possono dare alla soluzione di un problema.

La durata. Molte le teorie che sconsigliano riunioni troppo lunghe. Anzitutto per una fisiologica caduta dell’attenzione dopo un certo tempo. Soglia che si abbassa ulteriormente se a parlare sono sempre gli stessi. Magari con quel meraviglioso induttore del sonno che si chiama “monotonia“. Tanto più brevi sono le riunioni, tanto più sono incisive e produttive. Ovvio dire che, la brevità deve essere integrata con la possibilità di esaminare le tematiche con il tempo necessario per giungere a quelle decisioni per le quali ci si è riuniti.

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Quindi, la raccomandazione per definire la durata di una riunione online è quella di prevedere interventi mirati, incisivi ed evitando il  facile protagonismo dei più edonisti.
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Il numero ottimale.  Spesso ci viene chiesto se vi sia un numero perfetto per una riunione. Certamente ne esiste uno che assicura il rispetto di quanto detto sopra. E’ la cosiddetta “Rule of Seven“, la regola del sette.  Essa ci dice che la performance migliore la possiamo ottenere quando, anche in una riunione online, partecipano sette persone. Ogni partecipante in più sacrificherà un 10% di efficacia, sino ad arrivare al disastro quando vi siano diciassette persone o più. Inoltre, questa regola implicitamente richiama ad un principio più generale. Far partecipare ad una riunione quelle figure che per conoscenza della materia, esperienza, ruolo ricoperto, specializzazione, strategicità…..sono figure chiave per giungere ad una soluzione del caso.

Il moderatore. Al pari di quanto avviene quando siamo seduti in una sala riunioni, anche online è necessaria la figura di chi si prende l’onere di condurre la riunione. Ovvio dire che, oltre alla conoscenza di quanto all’ordine del giorno, il moderatore dovrebbe essere un “buon comunicatore“. Saper introdurre in modo chiaro ed efficace, con una capacità di coinvolgere e tenere alta l’attenzione, dando la possibilità ad ogni partecipante di esporre la propria idea, invitando al rispetto dei tempi e di quella deontologia che non oltrepassa mai le regole di cortesia e rispetto reciproco.

Un’ultima cosa. In video la nostra persona si riduce al solo viso e poco altro. Cerchiamo, allora, di attingere il più possibile da quelle tre fondamentali aree della comunicazione: Verbale, Paraverbale e Non verbale. Un giusto mix ci consentirà, anche in video, di essere in grado di catturare l’attenzione dei nostri interlocutori, a tutto vantaggio di quanto stiamo argomentando e della nostra credibilità come oratori.

 

 

 

 

 

MAESTRI ORAFI: CONFERIMENTO ATTESTATI ALLA CARRIERA

L'alta oreficeria a Torino - Gioielleria Torino
Giovedì 24 settembre 2020, alle ore 18.00, nella sala vetrata delle Terme di Monte Valenza,  condurremo la cerimonia di conferimento degli attestati di “Maestro Orafo” a sessanta artigiani che hanno dedicato a quest’arte la loro intera carriera.  Un ringraziamento al Presidente di Valenza nei Marchi per averci concesso questo gradito compito. 
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Un’arte antica. Un “mestiere” che fonda le sue radici in una abilità tramandatasi da generazione in generazione. Una maestria che consente di creare, con le proprie mani e pochi attrezzi, gioielli in grado di stupire per bellezza e perfezione. Così nascono i sogni.
Volendo raffigurare al meglio un orefice all’opera, non possiamo trovare immagine migliore di un banco da lavoro illuminato da una luce posta al di sopra di esso, con in evidenza due mani che, su di un piccolo appoggio in cui viene posto il nascente gioiello, lo modellano sino ad ottenerne la forma definitiva. Bello pensare che, in un mondo ormai dominato dalla tecnologia, vi siano ancora attività in cui è l’abilità manuale dell’uomo a fare la differenza.
L’idea di dare vita ad una guida comprendente i professionisti del mondo orafo, che potessero vantare il titolo di “Maestri Orafi“, è nata, come molte idee vincenti, durante un consueto “brainstorming” seduti nella sala rossa del nostro studio. Timidamente,  il Presidente di Valenza nei Marchi, Liviano Bellini, ci ha delineato questa ipotesi che da tempo si ripresentava ogni qual volta pensava a come poter gratificare coloro che avevano contribuito a far diventare la città di Valenza e la sua arte, un’eccellenza nel mondo.
Eligio di Noyon - Wikipedia
I requisiti per poter presentare la propria candidatura ed entrare così a far parte di questa lista di nomi eccellenti, sono stati fissati in primis in una carriera fondata su almeno 35 anni di lavoro. Un’esperienza importante, in grado di far comprendere sin da subito quali dovessero essere le solide competenze possedute. Competenze in grado di rappresentare un vero maestro, in grado di presiedere ad ogni fase della complessa realizzazione di un gioiello.
Con grande sorpresa, non certo inattesa, le candidature si sono susseguite in un crescendo che, alla viglia della cerimonia, hanno raggiunto
le sessanta unità. Dato molto interessante è che, molti dei candidati che verranno insigniti di questo importante riconoscimento, vantano un’anzianità professionale che va ben al di la dei trentacinque anni richiesti. Circostanza che, improvvisamente, ci fa compiere un grande salto nel tempo che ci riporta agli anni settanta e ancora prima.
Ma, a nostro avviso, esiste un’ulteriore valore aggiunto da evidenziare. Una carriera così lunga, deve necessariamente essere legata ad un valore ancora più grande, ancora più importante. La propria storia personale e familiare. E’ indubbio, infatti, che dietro a quei trentacinque anni di lavoro, vi siano sogni, delusioni, ansie e gioie familiari, unite da  un progetto di vita che vede, nella crescita della propria famiglia e del proprio lavoro quella simbiosi che descrive la propria storia personale. E così è stato. La crescita professionale, che ha portato molti di questi maestri a divenire titolari della propria fabbrica, della propria impresa, si è accompagnata ad una crescita personale e familiare, divenendo un tutt’uno inscindibile. Per sempre.
E’ allora un evento che si propone di gratificare queste personalità dell’ambito dell’oreficeria ma, al tempo stesso, di riportare la loro figura professionale al centro della scena, soprattutto oggi dove Valenza cerca con ogni possibile sforzo di riaffermare il suo indiscutibile primato nell’ambito della produzione di gioielli.
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A questi sessanta maestri, il nostro plauso per quanto hanno saputo dare ad un’arte che, ancora oggi, è in grado di affascinare e stupire il mondo intero.

SEMINARI & WORKSHOP 2020

UN ANNO ALL’INSEGNA DELLA FORMAZIONE

 

 

Così potremmo definire l’anno che è appena iniziato.

Dandone sin da subito una connotazione ed una impronta chiare e definite.

 


 

Una semplice affermazione che racchiude una molteplicità di significati, che attengono sia alla nostra vita privata, sia a quella professionale. Ma, come nasce l’idea di improntare un anno alla programmazione di corsi e workshop professionalizzanti?

Facendo un passo indietro, le molteplici richieste che ci sono pervenute da professionisti appartenenti a differenti realtà del mondo imprenditoriale e professionale, fanno seguito alla serie di articoli che abbiamo realizzato negli scorsi mesi in collaborazione con la redazione de “Il Piccolo” di Alessandria e al ciclo di video interviste divulgate da Radiogold TV.

Entrambe le attività proposte trovano la loro ratio nel sottoporre al vasto pubblico tematiche inerenti la cultura d’impresa, nel tentativo di focalizzare l’attenzione sull’importanza di un continuo aggiornamento. Aggiornamento che diviene improrogabile laddove si pensi ai vorticosi cambiamenti che si susseguono nella realtà socio economica, così come in quella professionale. Cambiamenti che, in assenza di una seria preparazione, possono incidere negativamente sulle nostre performance professionali.

Le tematiche che proporremo nei Corsi Brevi, si concentreranno su quei capitoli di cultura manageriale che costituiscono le basi per ogni professionista.

Suddivideremo i corsi in una parte generale, dedicata alla Comunicazione Interpersonale e al Public Speaking. Entrambi sono la base per poter gestire i successivi capitoli a maggior valenza specifica.

Nei corsi specialistici, affronteremo tematiche quali le Strategie di Negoziazione, la Gestione dei Conflitti e il Crisis Management.  Una terza sessione verrà dedicata allo Storytelling d’Impresa e alle moderne Strategie di Marketing.

Ogni corso, avente durata di un’intera giornata, rispettando una nostra consuetudine sarà a numero chiuso. Questo per consentire un più intimo contatto tra ogni partecipante e i docenti. Circostanza che ci consente di seguire da vicino ogni professionista, valutando eventuali difficoltà e relativi progressi.

La giornata verrà strutturata nel modo seguente:

  • 9.00: presentazione corso e prima parte
  • 11.00: pausa caffè
  • 13.00: light lunch
  • 14.00: seconda parte, casi pratici e workshop
  • 16.00: pausa caffè
  • 18.00: commenti e conclusione

Il calendario del primo corso breve sarà disponibile a giorni. Per contatti ed informazioni è possibile inviare una mail o contattarci direttamente ai numeri telefonici dello studio.

Alle stesse tematiche dedichiamo, come ormai di consueto, corsi personalizzati per singole persone o piccoli gruppi appartenenti alla stessa realtà professionale. A tale scopo utilizziamo la sala riunioni del nostro studio, dotata di moderna tecnologia audio e video, che ci consente di proiettare su grande schermo slide e filmati.

Sempre in un’ottica collaborativa e di estrema flessibilità, per necessità logistiche e organizzative, siamo disponibili a tenere i corsi e i seminari nelle sedi dei nostri clienti.

 

 

 

 

 

MAGAZINE ECONOMIA 2019

Un interessante progetto che ci è stato proposto dalla Redazione de “Il Piccolo” di Alessandria.

Sotto la guida del Direttore Alberto Marello,  nasce l’ipotesi di produrre un magazine, “uno speciale“, che racchiuda tutte le eccellenze in campo produttivo e professionale della provincia di Alessandria. Una nitida istantanea messa a fuoco sul 2019, ormai, quasi giunto al capolinea.

Da questa immagine, ne esce una provincia che, specchio dei tempi, vive problematiche legate alla congiuntura nazionale e internazionale. Tuttavia, emerge un ritratto di uno spaccato economico che cerca di allinearsi con il progresso in campo scientifico, tecnologico, di sostenibilità, di responsabilità sociale e di evoluzione del rapporto tra datori di lavoro e collaboratori.

Nitido il titolo dell’articolo di fondo del Direttore Marello: ” C’è una provincia che crede nel futuro e affronta le difficoltà“. Realistico e maturo contributo che, senza mezzi termini, non nasconde le tante criticità del mondo imprenditoriale. Nel contempo, però, viene evidenziato il dato positivo di una “voglia di non mollare“, di continuare a fare impresa e scommettere su di un futuro che continui ad esprimere quell’elevato Know-how che la nostra provincia rappresenta.

Come affermato poi dal Maurizio Miglietta, Presidente di Confindustria di Alessandria, “la caratteristica fondamentale della provincia di Alessandria è l’estrema varietà dei servizi merceologici“. Varietà che ha consentito e consente tutt’oggi al sistema imprenditoriale di avere una caratteristica fondamentale, la stabilità.

In questo eterogeneo e dinamico panorama economico, è stata ricompresa la nostra attività professionale. Attività che è tutta rivolta alle imprese, sia nel campo della consulenza che in quello della formazione. Massimo Brusasco, editorialista de “Il Piccolo“, ci ha dedicato una gratificante presentazione che risale alle nostre radici, quando negli anni cinquanta tutto ebbe inizio sotto la guida di dott. Giulio Cirri, allora dirigente di un importante polo industriale italiano.

Ancora oggi, ispiriamo la nostra attività a quello spirito di imprenditorialità. Fondato, innanzi tutto, su di un pilastro fondamentale e imprescindibile: la #formazione. Solo tramite una solida preparazione e una profonda conoscenza delle materie manageriali che giornalmente decretano il successo o il fallimento delle nostre iniziative, è possibile affermare professionalità mature e allineate all’evoluzione continua che in tali settori si sussegue senza tregua.

Parallelamente, riscontriamo l’esigenza di una continua formazione, in ambito di #consulenza. Sempre più sovente veniamo interpellati per porre rimedio a azioni, procedure e tentativi di gestire situazioni in cui, senza la presenza si esperti del settore, le problematiche diventano, molto spesso, irrisolvibili e portatrici di insuccessi.

Un grande onore, poter essere parte del tessuto professionale della nostra provincia.