Autore: Studio Cirri

Da tre generazioni professionisti al servizio delle imprese. Una lunga esperienza nel supportare il tessuto produttivo e professionale del nostro territorio. Comunicazione e Formazione le parole chiave che descrivono le nostre specializzazioni.

TELECITY NEWS 24

E’ in una affollata Piazzetta Verdi che si è conclusa l’edizione zero della Valenza Jewelry Week. Situata nel cuore di Valenza, ha fatto da cornice a questo momento di condivisione con la cittadinanza. 

Un ringraziamento alla redazione di Telecity per questo servizio che riassume l’essenza di questa importante iniziativa.

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Alla presenza del Sindaco di Valenza, Maurizio ODDONE, e della ideatrice e organizzatrice della Roma Jewelry Week, Monica CECCHINI, abbiamo moderato questo significativo momento che ha suggellato questa collaborazione tra le città di Roma e Valenza. Collaborazione che si fonda sulla condivisione di un patrimonio culturale, intellettuale e di maestria degli artigiani orafi.

 

(Il Sindaco di Valenza durante il saluto alle ospiti romane) 

Questa prima edizione è stata caratterizzata da tre giornate estremamente intense. Giornate in cui i numerosi visitatori hanno potuto ammirare meravigliose creazioni degli artisti romani e valenzani. Nelle sedi di Palazzo Valentino e di S. Rocco le teche esposte hanno ospitato meravigliosi gioielli contemporanei a testimoniare la grande creatività degli artigiani orafi italiani. Creatività che ha saputo emozionare tutti coloro che hanno ammirato questi risplendenti gioielli  all’interno di luccicanti teche in vetro.

(Sede espositiva di S. Rocco durante l’inaugurazione della Valenza Jewelry Week)

Da sottolineare il Patrocinio della Città di Valenza, a riprova della condivisione e collaborazione che lega l’istituzione cittadina con il mondo professionale e produttivo.

In questo servizio realizzato da Telecity e mandato in onda nelle edizioni di Telecity News 24, un limpido riassunto di questa kermesse valenzana dedicata al gioiello, alla ultura e alla storia della città dell’oro.

Valenza e Roma legate da una comunione di intenti per promuovere l’artigianalità e l’eccellenza dei nostri  artigiani orafi, capaci di stupire con la loro creatività e genialità nel creare oggetti che il mondo ci invidia.

La cerimonia si è conclusa con un annuncio importante. Quello che, sin d’ora, rimanda all’edizione 2023 della Valenza Jewelry Week. Valenza e Roma legate da un progetto in grado di crescere anno per anno, per dare ad un vasto pubblico la possibilità di ammirare da vicino l’eccellenza e l’estro degli artisti italiani. Nel campo della gioielleria, così come in quelli dell’arte, della cultura e del patrimonio di eccellenze che i nostri territori sanno esprimere.

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IL PICCOLO: PSICOLOGIA DI MARKETING

Peter Drucker, economista statunitense, definisce il marketing come “l’attività che ha come compito quello di rendere superflua la vendita”. Chiara la logica che affida al marketing il compito di spingere i consumatori all’acquisto, insinuando nella loro mente la necessità di un bene o di un servizio ancorché superfluo.

 

(Peter Drucker: economista e teorico del moderno management)

 

Ecco, allora, farsi strada un punto fondamentale. L’aspetto psicologico legato alla comunicazione di marketing. Creare la necessità che ci spinga a desiderare un qualcosa che non abbiamo. Strategia in cui, i bisogni del consumatore diventano il fulcro di un marketing maturo. Quello incentrato non sulla vendita dei prodotti ma, bensì, sulle esigenze e sui desideri del consumatore.
Concetti centrali divengono quelli di “Marketing Esperienziale” e di “Marketing Emozionale”. Chiara la rotta da seguire per coinvolgere e generare emozioni legate all’acquisto di un bene. Basti pensare al caso di Harley Davidson, che ha saputo legare l’eccellenza delle moto prodotte al desiderio di possederle. Per diventare parte di un mondo che genera emozioni, che racconta storie.

 

(Caso Harley Davidson: quando la percezione di far parte di un mondo spinge all’acquisto di un bene) 

 

Oggi, l’esperienza del consumatore deve far vivere momenti memorabili, che amplifichino il momento dell’acquisto generando sensazioni forti in grado di gratificare e coinvolgere il consumatore. Ecco, allora, che sempre più spesso si vendono emozioni raccontando storie che generano sensazioni positive e senso di appartenenza.
E proprio le storie, il racconto della propria attività, del proprio brand, sono le ambasciatrici di una fidelizzazione in grado di coinvolgere empaticamente il cliente. Non a caso utilizziamo il termine “il potere delle storie” proprio per indicare l’importanza della narrazione dei propri valori.
L’investimento in attività di marketing ha una doppia finalità: ampliare la propria clientela e, al contempo, rafforzare il legame con la clientela già in portafoglio, anche nel caso in cui il costo del nostro bene/servizio sia più alto dei concorrenti. Qui risiedono i due concetti strategici di Brand Equity e Brand Loyalty e quello di Engagement del consumatore, definito come “uno stato di attivazione permanente di un individuo che coinvolge dimensioni affettive, cognitive e comportamentali nei processi d’acquisto e di consumo.
Comunicazione di marketing, dinamiche emozionali e aspetti psicologici dell’acquisto legati alla propria autorealizzazione. A noi il compito di saper comunicare queste emozioni per creare engagement e fidelizzazione.

 

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VALENZA JEWELRY WEEK

         

(L’inaugurazione della VJW all’Auditorium di S. Rocco con il saluto del Sindaco Oddone) 

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Sabato 28 maggio, in piazzetta Verdi si è chiusa “l’edizione zero” della VJW. Giuseppe A. Cirri, Maurizio Oddone e Monica Cecchini hanno condiviso il feedback raccolto dai tanti visitatori che hanno animato i tre siti di esposizione.

L’importanza di questo asse Roma-Valenza è stata sottolineata dal Sindaco Oddone, riconfermando l’appoggio incondizionato dell’amministrazione da lui presieduta per l’edizione n.1 prevista per il 2023. Sentite le parole di ringraziamento alla famiglia Cirri per aver aperto le porte della residenza di famiglia offrendola alla città.

(Il Sindaco di valenza, Maurizio Oddone) 

Monica Cecchini, ideatrice e organizzatrice della RJW, ha evidenziato l’importanza di questa partnership con la città dell’oro. Partnership che ha suggellato solide radici con i professionisti valenzani (Impronta Orafa, Doralia, Studio Cirri e Maggiordomus), ringraziati per la capacità di realizzare questo progetto in soli due mesi. Ringraziamento fatto anche a nome dei partner romani ( IED Roma, Neo Scuola Romana del Gioiello Contemporaneo di Claudio Franchi e Accademia Italiana Roma) e rivolto allo IED di Torino e a tutti gli artisti che hanno esposto le loro creazioni.

(Monica Cecchini, ideatrice e organizzatrice della Roma Jewelry Week)

Giuseppe A. Cirri ha sottolineato l’importante afflusso di visitatori che hanno animato i cortili di palazzo Terzano. Antichi cortili che hanno ancora una volta suscitato forti emozioni facendo da cornice ai tanti espositori locali che vi hanno dimorato in questi tre giorni. Grande interesse è stato tributato ai tre gioielli Citroen esposti nel cortile degli ulivi.

(I settecenteschi cortili di Palazzo Terzano, aperti per raccontare una nuova storia)  

Interessante feedback dalla postazione dell’IIS Cellini, collocata nel primo cortile, dove sono stati esposti i lavori e le opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Carrà. I tanti studenti che sono stati accompagnati nei siti di esposizione hanno animato le vie della città con una insolita allegria propria delle più blasonate città studio.

Il pomeriggio si è chiuso con l’annuncio ufficiale dell’edizione n. 1 della VJW che si terrà nel 2023.

Il coro dei Joy Singers ha allietato la conclusione di questo partecipato incontro coinvolgendo tutti i presenti in un gran finale realmente esplosivo.

(Il gran finale targato Joy Singers: emozioni e  tanti applausi)

E’ così che dalla nostra piazzetta Verdi un grande applauso ha inteso arrivare fino alla capitale. Per suggellare questo patto sottoscritto nel nome di un’eccellenza artigiana e di un Know How tutto italiano.

 

VALENZA JEWELRY WEEK

 

(La conferenza stampa vista da una speciale posizione)

Palazzo Terzano. Antica dimora settecentesca posta nel cuore della città di Valenza, ha ospitato la conferenza stampa di presentazione della ormai imminente Valenza Jewelry Week. E’ nel cortile degli ulivi che tutti i convenuti si sono riuniti per condividere questo importante progetto che vede la città dell’oro legata alla capitale tramite la partnership con la Roma Jewelry Week.

Questi antichi cortili sono stati, dal settecento in poi, testimoni di differenti periodi storici e di una Umanità eterogenea che li ha vissuti. Basti pensare al secondo conflitto mondiale. Periodo durante il quale decine di persone venivano ospitate nel dedalo si cantine poste sotto al palazzo per scongiurare la paura dei bombardamenti. Condivisione, sentimenti e vicinanza. Valori che hanno sempre contraddistinto queste antiche mura.

Anche nell’occasione di presentazione della Valenza Jewelry Week, gli aspetti legati alla condivisione e alla volontà di collaborazione non sono mancati.

Anzitutto per la vicinanza delle Istituzioni. Il segno di questa ampia condivisione del progetto è stato dato con la presenza del Sindaco Maurizio Oddone, accompagnato da Vicesindaco Luca Rossi e dagli Assessori Gatti, Patrucco e Zaio. Ecco il primo aspetto da rimarcare. La piena condivisione di una strategia. Testimoniata dall’intervento del Sindaco Oddone che, con estrema chiarezza, ha evidenziato come l’Amministrazione Comunale aderisca al progetto andando ben oltre ad un formale Patrocinio. Atto non sempre scontato ma, ancor di più, concesso in ragione dell’ampia condivisione su di un progetto che ha come scopo il portare a Valenza un pubblico che possa ammirarne il centro storico unitamente ad opere d’arte e manufatti di gioielleria contemporanea.

(Con il Sindaco Maurizio Oddone)

Numerosi i giornalisti presenti, unitamente ai rappresentanti delle primarie radio e TV della nostra provincia. I tanti ospiti presenti hanno potuto ascoltare gli interventi degli organizzatori valenzani, con la gradita presenza, in web conference, delle partner romane: Monica Cecchini e Giorgia Zoppolato. Monica Cecchini, ideatrice del Format della Roma Jewelry Week, ne ha spiegato le logiche ispiratrici. Dare la possibilità ad un vasto pubblico di ammirare gioielli dell’arte contemporanea realizzati da abili artigiani orafi, ma non solo. Dare l’opportunità di visitare palazzi storici dove siano esposte opere d’arte e si possano incontrare aziende che rappresentano le eccellenze del territorio. Ecco la vera essenza di questo format che da Roma viene esportato in quel di Valenza. Non solo gioielleria, ma anche Arte, Cultura, Palazzi Storici e Produttori di Eccellenza del Territorio.

(I secolari ulivi, cornice di questa riunione)  

E’ così che giovedì 26 maggio si inaugurerà alle 18.00 nella sede del centro polifunzionale di S. Rocco questa prima edizione della Valenza Jewelry Week. La presentazione della tre giorni verrà fatta alla presenza del Sindaco e degli Assessori e delle partner che verranno da Roma per presenziare durante i tre giorni della kermesse valenzana. Il Maestro Giorgio Vercillo, etoile alessandrina nel panorama concertistico mondiale, delizierà gli ospiti con un breve concerto pianistico. Beethoven, Bach e Chopin per iniziare questo viaggio nel mondo dell’Arte e della Cultura. A seguire, nei cortili di Palazzo Terzano, verrà servito un aperitivo che consentirà una particolare convivialità. Quella ammantata da una atmosfera che solo le residenze storiche sanno regalare.

(Il cortile posto all’uscita dell’androne principale) 

Venerdì 27 e Sabato 28, Palazzo Terzano si aprirà a tutti i visitatori che vorranno incontrare le tante eccellenze che, in questa particolare location, esporranno i loro prodotti. Partendo dall’Acqua di Valenza (..prezioso profumo dalle inebrianti essenze..), si potranno apprezzare stand di pregiati vini (..Tommaso Bosco..) e di blasonati produttori di grappe (..Mazzetti d’Altavilla..).  Preziosi quadri verranno esposti da due artisti, Francesca Allegri e Matteo Dossola. Pittori contemporanei che cattureranno l’attenzione dei visitatori, immergendoli in un mondo fatto di colori e particolari tecniche con la “foglia d’oro”. La Formazione sarà rappresentata da uno stand dell’IIS Benvenuto Cellini di Valenza, eccellenza scolastica in ambito regionale e non solo. L’esposizione dei disegni degli allievi del Liceo Artistico Carrà, unita alla presenza di “NAO“, il simpatico Robot fiore all’occhiello della sezione di robotica del Cellini, darà la possibilità ai visitatori di relazionarsi con alcuni brillanti studenti, ambasciatori qualificati del Polo di Istruzione valenzano.

     (NAO: fiore all’occhiello della robotica dell’IIS Cellini di valenza)

Tutto qui. Assolutamente no. Nei cortili del palazzo, potremo trovare un angolo allestito dalla Pasticceria Torti di massimo Riccio, rappresentato dagli amaretti Margherita, noti in tutta Italia per la loro prelibatezza. Due Auto d’epoca particolarmente rare saranno esposte nel cortile degli ulivi, soddisfando la curiosità e la passione degli intenditori più colti.

Un ringraziamento alle nostre partner romane per la condivisione di questo raffinato Format. Il cuore della città dell’oro si apre al pubblico. per condivider Arte Orafa e Pittorica, Cultura, Eccellenze del Territorio e dimore storiche.

In questa tre giorni, passeggiare con il naso all’insù a Valenza sarà d’obbligo.

VALENZA JEWELRY WEEK / 26-27-28 MAGGIO 2022 – YouTube

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITALY DIGITAL WEEK MILANO

 

(La Dirigente dell’IIS Cellini Dott.ssa Barbara Stasi con il Prof. Dall’Acqua, Dirigente MIUR) 

Venerdì 6 maggio, nella futuristica sala del Digital Meet di Milano, si è svolta la terza e ultima giornata di questo viaggio studio.

Tanti i relatori che si sono succeduti sul palco interfacciandosi con i 150 studenti accompagnati dai rispettivi docenti. La ratio di questo viaggio studio è stata ampiamente rispettata, andando ben oltre alle aspettative. Il Progetto del MIUR vinto dal Cellini, si focalizzava sul far vivere agli studenti una reale esperienza immersiva, capace di portarli nel mondo imprenditoriale, professionale, scientifico e universitario della comunicazione digitale. E così è stato.

Alla presenza del Prof. Guido Dall’Acqua, rappresentante del MIUR, Giuseppe Alfonso Cirri (Senior Consultant in Comunicazione di Impresa – membro FERPI), in apertura dei lavori ha sottolineato l’importanza di questo momento per tutti gli studenti presenti e per i tanti collegati in streaming. Già dal primo intervento (The real Avatar is you) l’intero auditorium è stato proiettato dai due relatori di IGOODI in un futuro che è già tra noi. Quello che ci consente di poter creare un nostro alter ego digitale. Che potrà essere impiegato nei più diversi campi, medico, relazionale, sportivo e scientifico, solo per citarne alcuni.

Con la Prof.ssa Grazia Murtarelli (Docente in Comunicazione Strategica all’Università IULM)  è stata evidenziata l’importanza di una corretta comunicazione sui social maggiormente utilizzati dai ragazzi. Sottolineando la consapevolezza di farne un uso responsabile. Evidenziando un aspetto spesso sottovalutato, non solo dai ragazzi. Quello che postiamo, scriviamo o commentiamo, resterà per sempre e di noi darà un’immagine ben precisa e definita. Che potrà valorizzarci o descriverci in modo nettamente negativo. Non solo oggi, ma anche domani quando ci presenteremo ad un colloquio di selezione.

(Un momento dell’intervento della Prof.ssa Grazia Murtarelli – Università IULM)

L’intervento di due giovani eccellenze, Fabio Giuffrida (gionalista di Open) e Lorenzo Bises (scrittore e divulgatore scientifico) ha dato modo di toccare un punto nodale. Quanto sia importante il saper sentire quello che effettivamente vorremo essere da grandi, seguendo un sogno in grado di farci essere, domani, quello che veramente sentiamo come nostra predisposizione. Perseguendo la strada, spesso difficile, di raggiungere il nostro scopo.

Durante la pausa caffè, tanti i ragazzi che si sono avvicinati agli oratori e al moderatore, per approfondire, per chiedere quello che stava loro più a cuore: quale strada dovrei seguire per entrare nel vostro mondo professionale, per seguire quella aspirazione che mi coinvolge così tanto.

(Un momento di confronto tra relatori e Dirigenti dell’IIS Cellini e IIS Volta di Alessandria) 

Dei rischi legati all’uso della rete si è parlato con l’Avvocato Castagno e Davide Moroni. Rischi spesso sottovalutati da un clic impaziente e non conscio di quello che ai nostri dati sensibili può accadere.

Al Professor Bernardi (docente Cellini) è spettato il compito di farci entrare nel mondo della robotica. E al simpaticisimo NAO, quello di interrogare il Prof. Degiovanni (docente Cellini) in un siparietto guarnito di scroscianti applausi. Fondamentale il sottolineare l’importanza futura dei tanti NAO che verranno impiegati nella didattica.

(Il simpatico Robot NAO, fiore all’occhiello della robotica dell’IIS Cellini)

 

L’intervento del Prof. Dall’Acqua (MIUR) ha fotografato lo status quo dell’istituzione scolastica. Con estremo realismo ha reso la platea partecipe delle innumerevoli attività che in quel di Roma vengono seguite dal ministero. Con una determinazione, continuare ad innovare la scuola. Per renderla sempre più aderente ai cambiamenti della società e per dare agli studenti tutte le armi per interfacciarsi con un mercato del lavoro sempre più competitivo e poliedrico.

La giornata si è conclusa con i saluti della Dirigente Barbara Stasi. Con evidente emozione e soddisfazione ha ringraziato tutti i relatori che si sono avvicendati, sottolineando la grande disponibilità di ognuno di essi. Disponibilità ad essere testimoni delle loro esperienze quotidiane in un mondo professionale in rapida e continua evoluzione. Non di meno è stata sottolineata l’importanza di quella sinergia che può e deve legare il mondo della scuola con quello delle imprese e delle professioni.

E’ con un grande applauso che si sono spente le luci su questa importante tre giorni meneghina. E’ così che, docenti e studenti, si sono portati a casa un bagaglio esperienziale che li ha proiettati nel mondo universitario e professionale della comunicazione digitale. Per svolgere un vero e proprio master su tutto quello che, per i nostri studenti, è già realtà e, per molti di loro, sarà la professione di un futuro ormai vicino.

ITALY DIGITAL WEEK MILANO

Un progetto di grande importanza per il futuro di più di centocinquanta studenti. Una ratio ben precisa. Far loro vivere una “full immersion” nel mondo del digitale tramite il confronto con decine di oratori provenienti da Aziende, StartUp,  Giornalismo e Università. Per orientare quel futuro che per loro è ormai alle porte.

Siamo onorati di essere stati prescelti per curare la #Comunicazione e la #Moderazione di questa importante manifestazione. Con il contributo dello Studio Due di Alessandria per la parte grafica, si è realizzata una efficace sinergia tra l’istituzione scolastica e il mondo professionale.   

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E’ nella città di Milano che, nelle giornate del 4, 5 e 6 maggio 2022, si svolgerà il viaggio studio organizzato dall’ IIS Cellini di Valenza. Una 3 giorni di full immersion nel mondo dell’innovazione digitale.

Il Progetto Digital Week “intende promuovere un laboratorio nazionale dedicato ai processi di innovazione digitale nel mondo delle aziende, della tecnologia virtuale e, non di meno, dell’identità digitale nel XXI° Secolo, con particolare riferimento alle relazioni economiche e culturali oltre i confine italiani”.

Durante queste giornate, gli studenti degli ultimi anni degli istituti partecipanti avranno la possibilità di conoscere le realtà del mondo produttivo digitale. La ratio del progetto risiede nella volontà di creare un confronto tra gli studenti e i vari relatori che si succederanno sul palco della sala Meet Digital Center di Fondazione Cariplo di Milano.

L’interazione ricercata tra studenti e relatori, non è quella di presenziare a più lezioni magistrali ma, bensì, quella di avere l’opportunità di conoscere dal vivo le varie realtà professionali. Quali i percorsi di studio, le scelte fatte, le connotazioni e le opportunità di lavoro di quelle attività legate al mondo digitale, all’intelligenza artificiale e alla robotica.

Un’esperienza immersiva con una chiara finalità di orientamento.

Il Progetto, sponsorizzato dal MIUR,  è stato assegnato al Cellini grazie ad un bando vinto nel 2019. Le note vicende legate al Covid hanno determinato poi lo slittamento dell’attuazione a quest’anno.

Gli studenti partecipanti: oltre a quelli del Cellini, saranno presenti gli allievi dell’ITE Tosi di Busto Arsizio e dell’ITIS Volta di Alessandria. Quindi un’ampia condivisione tra tre differenti realtà, due della nostra provincia e una della Regione Lombardia.

Tre le giornate programmate:

  1. Nella prima giornata, a Mario Degiovanni (Docente IIS Cellini) spetterà di aprire i lavori. Il saluto della Digente del Cellini, Barbara Stasi, introdurrà i due primi relatori: Ezia Palmieri e Giuseppina Martelli, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione. Il loro intervento sarà focalizzato sulla “Sperimentazione di Progetti Didattici e Metodologie Innovative”. Luca Lepore (program Manager di Cisco) affronterà la tematica della “Programmazione delle reti nelle aziende”. Marco Berardinelli (Responsabile Education Google Italia) tratterà di “Come prepariamo i nostri ragazzi alle professioni del futuro”. Stefano Ghidini ( Responsabile politiche educative C2 Group) evidenzierà “Il piacere di lavorare per e con la scuola”  Seguiranno gli interventi di Riccardo Maggiora (Professore ordinario del Politecnico di Torino) e di Luca Gioanola (Manager di Magna International), incentrati sull’automobile del futuro (La rivoluzione c.a.s.e dell’autoveicolo).  Di cultura digitale in Italia parlerà Renato S. Marafioti (Presidente AICA) e del “Valore delle competenze digitali certificate” tratteranno Carlo Tiberti (Coordinatore ICDL Italia) e Gianluca Mazzoccoli (Referente nord-ovest ICDL Italia).
  2. Nella seconda giornata, giovedi’ 5 maggio, la tematica centrale sarà la robotica. La mattinata verrà moderata da Armanda Ferrario, Dirigente dell’ITE Toti di busto Arsizio. Si parlerà dell’importanza dei Progetti Didattici Innovativi legati alle nuove professioni digitali. Nel pomeriggio, Massimo Temporelli (divulgatore scientifico) modererà l’intervento di Fiorello Operto (Vicepresidente della Scuola di Robotica), in cui si parlerà delle opportunità professionali legate al mondo della robotica. Simone Romeo (manager di ABB Robot Groups) parlerà di “Robotica Collaborativa”. Il pomeriggio terminerà con una interessante dimostrazione. Protagonisti gli studenti dei tre istituti partecipanti.
  3. La mattinata del terzo giorno (venerdì 6 maggio) verrà moderata da Giuseppe Alfonso Cirri (Consulente in Comunicazione di Impresa – Partner di FERPI). Ioannis Paraskevoupolus e Maurizio Sala (entrambi Manager di IGOODI) terranno un intervento dal titolo “The real Avatar is You”. Seguirà Grazia Murtarelli (Ricercatrice in Comunicazione Strategica all’Università IULM) con un focus sulle “Competenze Comunicative e il Futuro Digitale delle Nuove Generazioni”. Maurizio Castagno e Davide Moroni ci parleranno di sicurezza informatica, attinente sia ai propri dati personali che a quella dei nostri dispositivi. Fabio Giuffrida (giornalista di OPEN) terrà uno speech su “Cosa significa essere un giornalista digitale nel 2002”. Di “Arte ai tempi Instagram” si parlerà con Lorenzo Bises e del Robot NAO, fiore all’occhiello  del Cellini, e di robotica socio-educativa ne tratterà Stefano Bernardi, docente di informatica all’IIS Cellini. I lavori si chiuderanno con l’intervento di Guido dell’Acqua (Ministero dell’Istruzione) con un focus su “Scuola Digitale e Inclusione Scolastica”. Nel pomeriggio gli studenti visiteranno il Samsung Smart Home per poi rientrare a Valenza.

Da sottolineare l’importante partnership con l’ITE Toti di Busto Arsizio, polo di riferimento nell’ambito della didattica digitale, rappresentato dalla Dirigente Ferrario, consulente del Ministro dell’ Istruzione.  Al tempo stesso, questo Progetto vinto ed affidato dal MIUR al Cellini di Valenza, testimonia la rilevanza del polo di istruzione Valenzano nel panorama della scuola digitale a livello regionale.

La Dirigente del Cellini, desidera porgere un ringraziamento per la disponibilità che tutti i relatori hanno dimostrato nel voler dare il proprio contributo a testimonianza dell’importanza di questo momento di formazione e di orientamento.

Quello che docenti e studenti porteranno al rientro nelle loro rispettive sedi, sarà certamente una esperienza immersiva che avrà consentito loro di conoscere le nuove frontiere dell’innovazione digitale. Per dare un’orientamento e, forse, affascinare molti di loro nei confronti di un futuro che è già tra noi e che, per alcuni, diventerà la professione di un domani ormai alle porte.

 

 

IL PICCOLO: SCRIVERE E-MAIL EFFICACI

In questo nuovo appuntamento, ci é stato chiesto di focalizzare la nostra attenzione sull’importanza di qualcosa che, ogni giorno di più, caratterizza la nostra comunicazione. Quante e-mail riceviamo e scriviamo giornalmente? Quante di queste rivestono importanza per la nostra attività professionale? Esistono delle tecniche per renderle attrattive per chi dovrà leggerle?  Quanto é importante una specifica #Formazione?  A queste e altre domande abbiamo cercato di dare una risposta in questo contributo. 

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Partiamo da una immagine scontata. Di quelle che ripetiamo ogni giorno, tante e tante volte. Siamo seduti alla nostra scrivania. Davanti a noi la nostra tastiera, pronta per trasferire ogni nostro pensiero, ogni nostra comunicazione. Stiamo per scrivere una mail interlocutoria, di risposta ad una richiesta, di offerta di un servizio o di risposta ad una lamentela. Tutte uguali? Tutte potenzialmente in grado di sortire gli stessi effetti? Forse no.

Una priorità. Dovremmo imprimerci nella mente che, quando rispondiamo o scriviamo su tematiche delicate, di quelle che ci coinvolgono emotivamente, dobbiamo lasciare sedimentare quanto scritto. Rileggendo più volte. Aspettando ad inviare la e-mail il giorno successivo, quando saremo più lucidi e meno coinvolti. Fatalmente, depenneremo le espressioni più pericolose. Quelle in grado di mettere in pericolo una relazione, magari in essere da tanto tempo o, altrettanto importante, relativa ad un cliente che non vogliamo perdere.

Anzitutto scriviamo con un approccio “reader focused”, cioé incentrato su chi leggerà la nostra mail. Ecco il primo obiettivo. Porre il destinatario al centro della nostra attenzione. Coinvolgendolo e stimolandolo sin dall’individuazione dell’oggetto. Utilizziamo il metodo CRG (Calibrazione, Ricalco e Guida) se siamo noi a rispondere. Ricalchiamo alcune espressioni scritte, alcune forme verbali e quelle Dominanze Sensoriali che ci indicano quale sistema rappresentazionale utilizza la nostra controparte.

La mail si compone di 3 parti: apertura, corpo centrale e conclusione. L’apertura dovrà conquistare il lettore sin da subito, tramite una citazione o una informazione incisiva. Il corpo centrale dovrà evidenziare gli obiettivi che ci poniamo e i vantaggi conseguenti per il nostro lettore. La conclusione dovrà contenere quella che in gergo viene chiamata “call to action”. Un deciso invito ad agire, rispondendoci, aderendo a quanto proposto o semplicemente contattandoci.

Fondamentale la struttura. Paragrafi e frasi brevi, con poche subordinate. Verbi al presente indicativo, curando il ritmo el’intensità del linguaggio. Distanziamo i paragrafi, evitando di rendere la pagina troppo fitta e pesante.

Ispiriamoci alla teoria della “lettura ad S” di Siegfried Vögele. Venti fatidici secondi in cui la “S” descrive il movimento dello sguardo nello scorrere rapidamente la lettera. Anzitutto in alto per riconoscere il mittente, poi sull’indirizzo e sull’oggetto; poi uno sguardo veloce al testo, quindi la firma e l’eventuale post scriptum. Da quì la decisione di approfondire o…cestinare.

Quali le mail a più alto rischio?

In primis mail che comunicano cattive notizie. Quelle bad news che necessitano l’applicazione della “tecnica del sandwich”. La ratio: porre nella parte centrale la notizia difficile da comunicare. Apertura e chiusura depisteranno l’attenzione fornendo un effetto cuscinetto.

Secondariamente, le mail di scuse. Disponibilità e sincerità saranno le carte che ci consentiranno di mantenere una relazione, perché percepiti come leali. Non di rado consolidandola.

Strategicamente importante é poi lo scrivere una lettera di candidatura che accompagna il nostro curriculum vitae. L’obiettivo: attirare l’attenzione, suscitando un’impressione positiva e un interesse a conoscerci, fissandoci quel tanto atteso appuntamento.

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Sempre più sovente ci viene fatta richiesta di attivare nuovi corsi di #Formazione per approfondire queste tematiche. Corsi dedicati, one-to-one, per piccoli gruppi o team aziendali. Teoria ed esercitazioni per acquisire quella competenza che ci consenta di raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo.  Scrivendo e-mail realmente coinvolgenti ed efficaci.  

 

 

 

IL PICCOLO: COLLOQUI DI SELEZIONE

In questo intervento abbiamo cercato di dare alcune linee guida su di un momento estremamente importante per la nostra vita lavorativa. Una domanda per tutte: come sapersi raccontare in un modo che crei interesse e ci candidi ad essere la persona giusta?

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E’ una mattina speciale. Di quelle che potremmo ricordare per tanti anni. Ci stiamo preparando per incontrare una persona che ha il compito di selezionare una figura professionale da inserire in un contesto lavorativo.

Da dove dobbiamo partire? Quali gli atteggiamenti che ci possono far percepire come una persona in grado di soddisfare i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo?

 

 

Iniziamo con il definire due punti fondamentali. Il primo: la nostra capacità di auto-presentarci. Cosa può esserci di più facile e scontato di raccontarsi. Parliamo di noi. Ci conosciamo, per cui sappiamo descriverci al meglio. E’ proprio così?

Uno degli esercizi che proponiamo durante i corsi dedicati al Public Speaking e alla Formazione per prepararsi a sostenere un Colloquio di Selezione è proprio quello di sapersi presentare. In pochi minuti. Sapendo raccontare non tanto uno sterile elenco di scuole, corsi e Università frequentati, ma essendo in grado di descrivere in modo convincente la nostra persona, le nostre aspirazioni e le nostre attitudini comunicazionali e relazionali.

Semplice, vero? Fatalmente, quando ci troviamo seduti difronte ad una, o più persone che iniziano a chiederci di parlare del perché abbiamo inviato il nostro curriculum, iniziano le nostre incertezze, le nostre difficoltà ad esprimerci in modo chiaro e coinvolgente.

Auto-presentarsi è una delle pratiche comunicazionali più difficili. Proprio così. Quanto é difficile raccontare il nostro bagaglio personale e professionale. Senza presunzione, senza quella pericolosa deriva di descriverci troppo sicuri, sempre vincenti, mai sconfitti. Insomma, il miglior candidato che quel giorno il nostro interlocutore potrà mai incontrare. Ecco la prima trappola in cui possiamo cadere. Rovinosamente, purtroppo.

Stando così le cose, dobbiamo persuaderci che, a parte le scontate competenze specifiche per la posizione da ricoprire, molte sono le “skills” trasversali che vengono ricercate in quel colloquio. Una di queste è certamente la capacità di raccontarsi in modo chiaro e leale. Senza quella presunzione che, unita all’inesperienza, alla poca preparazione e ad una eccesiva emotività, possono determinare il fallimento della nostra performance.

 

 

Ecco allora emergere l’importanza di quella che deve essere la nostra carta vincente. La Formazione. Una formazione che ci faccia comprendere quale strategia seguire durante il colloquio, sapendo comprendere le tattiche che il nostro abile e competente interlocutore mette in atto per farci uscire allo scoperto, portati da quella deriva emozionale così subdola e pericolosa. In grado di farci perdere lucidità, rivelando aspetti caratteriali non conformi alla posizione per cui si ricerca una nuova figura professionale.

In secondo luogo, la persona del selettore. Le aziende e i contesti lavorativi in cui il selettore prescelto é un professionista, sono il contesto in cui la selezione del personale viene approcciata nel modo più deontologico possibile. Un professionista, esperto nei colloqui. Abile nel gestire un “rapporto one-to-one” con il candidato. Perfettamente conscio delle richieste che gli sono state fatte dall’azienda che lo ha assunto per quel ruolo. Con quella fotografia del candidato ideale. Impressa nella sua mente e, alla quale, chi verrà prescelto dovrà essere più rispondente possibile. Tante le domande che saprà farci. Molte delle quali, apparentemente, non legate direttamente alla mansione che dovremo ricoprire. Ma capaci, in modo netto e inconfutabile, di descrivere ogni nostro aspetto caratteriale. Il primo, saper rispondere in modo controllato ad una critica, ad una obiezione scomoda.

E, allora, una regola fondamentale, una di quelle in grado di farci essere la persona giusta al momento giusto.  Manifestiamo quella umiltà che si materializza con l’essere capaci di affidarci a chi potrà formarci al meglio, rifuggendo quella presunzione di essere in grado di affrontare ogni situazione. Anche se privi delle necessarie conoscenze, essere la persona giusta è possibile. Preparandoci ad esserlo. Preparandoci a saper valorizzare la nostra persona e le nostre esperienze. Disponendoci ad un confronto che sappia suscitare interesse verso la nostra persona.  

 

 

 

TELECITY: INSIDE NEWS 24

Prima puntata del ciclo di interventi dedicato alla Comunicazione di Impresa. Trasmessa nell’edizione del TG delle 12.45 di venerdì 1° Aprile 2022, la tematica trattata è stata la “Comunicazione Strategica“.

Un percorso che si dispiegherà in dieci puntate. Corrispondenti ad altrettante “Pillole di strategie comunicazionali“. Un ciclo di interventi interamente dedicati al tessuto imprenditoriale della nostra provincia. Inteso nel senso più ampio. Dalla più piccola realtà artigianale, sino all’azienda di grandi dimensioni. Per far comprendere l’importanza di una corretta attività di comunicazione, adattata e adattabile alle dimensioni professionali e aziendali di ogni realtà. Senza alcuna preclusione.

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In questo primo appuntamento, il nostro intento è stato quello di chiarire cosa si intenda per Comunicazione Strategica. Un termine che, molto spesso, sentiamo nominare in varie situazioni. Tuttavia, trattandosi di una attività di vitale importanza per un’impresa o per qualsiasi attività professionale, è senz’altro utile poter definirne le peculiarità e gli approcci che debbono essere seguiti per far si che una attività di comunicazione sia realmente efficace e produttiva.

Il primo passo è senz’altro quello di definire le “delicatezza” di questa attività. Troppo spesso improvvisata e gestita con strategie e tattiche non professionali. In grado di produrre danni che, troppo sovente, non sono tenuti in considerazione quando ci si approccia con leggerezza e inesperienza.

Un vecchio adagio recita che “Prima di comunicare in modo approssimativo ed improvvisato….è meglio non comunicare.” Infatti, una attività di comunicazione deve essere anzitutto in linea con la nostra storia aziendale o professionale. Deve saper raccontare da dove siamo partiti, chiarendo i nostri obiettivi. Definendo il DNA della nostra attività. Trasmettendo i nostri valori e le nostre aspirazioni.

Il concetto di strategia è intimamente legato agli obiettivi che ci poniamo nel momento in cui decidiamo di comunicare. Obiettivi che devono essere chiari e comprensibili. Che possano essere compresi dal nostro pubblico e percepiti come genuini. Ecco un punto fondamentale. Dobbiamo comunicare sempre quello che veramente ci appartiene. Con lealtà e chiarezza. Senza cedere a quella irrefrenabile smania di dimostrarci differenti da quello che siamo veramente. Pena lo smascheramento e il fallimento della nostra azione di comunicazione. Con il danno più grande: la perdita di “reputazione“.  Il valore intangibile per definizione. Quello che ci descrive come affidabili. Quello che ci conferisce una patente di credibilità nel tempo. Fidelizzando la nostra clientela, perché ritenuti attendibili e leali.

 

 

Una corretta attività di comunicazione, se veramente gestita in modo strategico, è in grado di generare valore per le nostre attività e per le persone che ne fanno parte. Creando o consolidando la nostra reputazione.

Un ultimo concetto. Ogni progetto di comunicazione deve essere analizzato e considerato per quello che realmente è. Un investimento per la nostra impresa, per la nostra organizzazione. Investimento in grado di darci visibilità. Creando una percezione positiva tra quegli stakeholders in grado di influenzare  positivamente la nostra impresa. Investimento capace di farci fare quel salto in avanti che ci avvicina ad un grande pubblico che, sino a quel momento, non ci conosceva o non aveva una chiara percezione dei servizi offerti.

Investimento parametrato ad ogni attività, senza nessuna preclusione. Prescindendo dalle dimensioni della nostra realtà professionale. Un abito sartoriale confezionato in base agli obiettivi e al budget disponibile per quella data attività di comunicazione. Senza mai escludere nessuno. Questo è certamente un punto che deve essere chiarito con estrema fermezza. Molto spesso realtà medio piccole non si affidano a professionisti della comunicazione per timore di non essere sufficientemente strutturati per poter accedere ad una attività di comunicazione professionale. Nulla di più fuorviante. Anche la più piccola attività può ottenere la pianificazione della propria comunicazione parametrata agli obiettivi, al proprio bacino di utenza e al budget disponibile. Ogni professionista è disponibile per dare risposte e studiare azioni che rispecchino quella data realtà.

E, allora, chiudiamo con una ultima considerazione. Comunichiamo per capitalizzare il nostro lavoro, il nostro impegno e gli obiettivi che ci poniamo. Affidiamoci sempre a professionisti che ci garantiscano una gestione veramente strategica della nostra comunicazione. Per creare quel valore che solo una corretta attività di comunicazione è in grado di realizzare.

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Per concludere, quattro concetti fondamentali. Obiettivi, chiari e perseguibili. Strategia, il nostro piano di azione chiaro e definito. Pianificazione, di tutte le attività di comunicazione. Professionalità, sempre. 

 

 

 

 

 

IL PICCOLO: SOFT SKILLS

In questo secondo appuntamento della rubrica quindicinale dedicata alla “Comunicazione di Impresa”, abbiamo affrontato il tema di quelle competenze che completano la nostra figura professionale.

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Non passa giorno in cui sentiamo riproporre una frase simbolo. Una di quelle che si ripetono giorno dopo giorno ma, forse proprio per questo, rischiano di fare la fine di chi continuava a gridare “al lupo al lupo“. Per, poi, non essere più creduto.

Così, continuiamo a ripetere “il mondo è cambiato“. Nulla di più vero. E’ cambiato il clima, sono cambiate le persone e le loro esigenze, così come sono cambiate le prospettive e la qualità di vita. In ambito lavorativo e professionale, un cambiamento che si è manifestato è quello che concerne il bagaglio di competenze che, ognuno di noi, deve acquisire e continuare ad affinare. Strada facendo abbiamo compreso come le sole “hard skills“, cioè le competenze tecniche strettamente legate ai ruoli e alle mansioni che ricopriamo, non siano più sufficienti a garantirci quella competitività che ci renda appetibili per un mercato del lavoro profondamente cambiato. Ovvio e lapalissiano che, per essere un buon meccanico, si debbano conoscere a fondo i motori, così come, per essere un preparato dentista, si debba sapere come curare un dente.

Ma, permettiamoci una domanda. Quando il nostro meccanico e il nostro dentista si relazionano con le persone, affrontano problematiche, sono oggetto di critiche (...comunque la mia macchina non va ancora bene…si, ma il dente mi fa ancora male…), devono guidare il proprio team, necessitano di altre competenze? Come tutti, assolutamente si!

Ecco allora che le “soft skills“, cioè le competenze che attengono alla sfera relazionale ed emotiva in grado di esprimere anche la nostra personalità,  divengono fondamentali per essere poliedrici e “spendibili” in molteplici contesti lavorativi.

 

 

Numerosi gli ambiti in cui dobbiamo essere formati e competenti.

Anzitutto nella sfera relazionale. Dove la capacità di comunicazione interpersonale, fondata su ascolto ed empatia, deve essere un dato acquisito per poterci porre agli altri in modo efficace e proattivo. Dobbiamo essere in grado di lavorare in team, unendo e motivando i collaboratori e, se il leader siamo noi, dobbiamo essere in grado di praticare quella leadership gentile, che mette al centro del proprio operato la persona. Facendola sentire importante. Motivandola al punto tale da poter esprimere tutto il potenziale umano e professionale. Essendo capaci di formulare una critica o un rimprovero in modo da incentivare a fare meglio. Motivando, non deprimendo.

E quando ci troviamo a fronteggiare un problema. Inaspettato e, a prima vista, di non facile risoluzione?

Dobbiamo, una volta di più, dimostrare di avere quelle competenze di “problem solving“. Quelle che ci consentono di approcciare un problema senza ansie e stress, che ci ammanterebbero di nebbie la nostra capacità di affrontare con logica la situazione. Cercando una soluzione che può venire solo da un approccio pragmatico della situazione. Come ben sappiamo, la “Teoria dell’Elefante” ci dice che non siamo in grado di poterlo spostare tutto in una volta. E’ per noi improponibile. Solo smontandolo in tanti quadrettini, come in un puzzle, potremo, pezzo a pezzo, spostarlo fino a completare l’operazione. Sia chiaro. E’ una metafora! L’Elefante vuole solo rappresentare un problema molto grande che, in unica soluzione, non siamo in grado di affrontare. Cosa possibile solo per step successivi. Step by step, appunto.

Alla conservazione di quel meraviglioso e potente prodigio della natura dovremmo essere tutti impegnati. Per tutelare un essere che viene da lontano e che, nei paesi asiatici e africani è un fondamentale aiuto e compagno per l’uomo. Un gigantesco compagno di vita. Capace di “comunicare sentimenti profondi. Una affettuosa carezza per esserci d’ausilio nelle spiegazioni legate alle tematiche del come risolvere un “big problem“.

 

 

La nostra preparazione deve essere completata e integrata da quella “assertività” che ci consente di di far valere la nostra figura personale e professionale, di perseguire i nostri obiettivi ed interessi, senza essere impositivi e scortesi. Rispettando la posizione della nostra controparte, anche se da noi non condivisa. Competenza centrale, che ci consente di aumentare la nostra “autostima“, credendo in noi stessi e nelle nostre capacità. Senza, però, sminuire la figura di chi abbiamo di fronte, meno che mai utilizzando arroganza e supponenza.

Se avremo la pazienza e l’umiltà di consolidare la nostra formazione, approfondendo quei capitoli poco conosciuti e utilizzati nelle relazioni quotidiane, saremo certamente in grado di sentirci più completi, più consci delle nostre capacità. A nostro vantaggio e a quello di chi ci è vicino.

 

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Abbiamo cercato di condensare, in questa intervista, le principali abilità su cui dobbiamo essere formati e, sulle quali, dobbiamo continuare a formarci. Per essere figure personali e professionali in grado di apportare un valore aggiunto alla collocazione lavorativa in cui prestiamo la nostra opera. Per continuare a crescere. prima di tutto sul piano umano e relazionale.

https://www.ilpiccolo.net/redazionali/2022/03/18/news/leadership-ed-empatia-le-skills-che-fanno-la-differenza-137463/