Autore: Studio Cirri

Da tre generazioni professionisti al servizio delle imprese. Una lunga esperienza nel supportare il tessuto produttivo e professionale del nostro territorio. Comunicazione e Formazione le parole chiave che descrivono le nostre specializzazioni.

LA BUONA COMUNICAZIONE IN AMBITO SANITARIO – PARTE 1^

Iniziamo con una breve riflessione: la comunicazione non è un “optional”, ma il mezzo attraverso cui si costruisce l’alleanza terapeutica.

È il ponte che accorcia le distanze tra operatore e paziente. Permette di informare con professionalità, rassicurando la persona su scelte e percorso di cura.

Un approccio interamente dedicato alla persona, dove la persona deve sentirsi al centro di ogni azione. 

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♦ Perché comunicare bene è, a tutti gli effetti, una cura

È importante sottolineare sin da subito che, essere in grado di comunicare bene in ambito medico porta a risultati concreti. Consideriamone alcuni:

  • Aumento dell’aderenza terapeutica: un paziente che si sente ascoltato e che ha capito la terapia o le procedure da seguire è molto più propenso ad uniformarsi. E’ un legame di “fiducia” che viene a crearsi grazie alla capacità di mettere a terra una “relazione” in grado di abbassare la naturale resistenza nell’affrontare vicende che generano ansie e paure. Niente è più importante di sentirsi considerati come persona, di avere la percezione di essere al centro dell’attenzione del nostro interlocutore in camice bianco, ancor di più quando siamo in evidente stato di fragilità.
  • Riduzione dell’ansia: lo stress influisce negativamente sulla relazione ed anche sulla accettazione di un percorso terapeutico. Una comunicazione chiara può abbassare la naturale difesa nei confronti di situazioni che, ovviamente, vengono percepite come punti interrogativi sul proprio futuro e, non di rado, sulla propria vita o quella dei propri cari.
  • Rapporti tra gli operatori sanitari: una competente comunicazione tra i vari operatori consente rapporti più chiari con meno possibilità di fraintendimenti e una maggiore distensione nella gestione di contesti ad elevata complessità.

♦ Proteggersi dal Burnout: la relazione come scudo emotivo

Qui si arriva a toccare una tematica molto delicata per ogni professionista. Saper gestire situazioni potenzialmente conflittuali comunicando in modo empatico protegge il personale sanitario da un eccessivo carico emotivo. Sotto questo profilo, la competenza in ambito relazionale diviene un reale “antidoto” in grado di preservare ogni operatore da stress aggiuntivi e indesiderati. Ecco allora che, anche i rapporti tra colleghi, possono essere gestiti con competenza e maggiore serenità, evitando incomprensioni e tensioni che deteriorano l’ambiente di lavoro.

⇒ “Antidoto, contro possibili inneschi di relazioni conflittuali che deteriorano il clima di lavoro. La formazione relazionale non serve solo al paziente, ma è lo scudo del professionista contro l’esaurimento emotivo.”

♦ Strumenti pratici: cosa si impara in un percorso formativo?

La nostra esperienza nel tenere corsi di formazione per personale medico e infermieristico, ci ha consentito di identificare alcune tecniche fondamentali in grado di migliorare le relazioni in ambito ospedaliero.

Strategie e tecniche relazionali in grado di generare rapporti più distesi e meno votati ad evolvere in relazioni conflittuali. Ogni percorso è strutturato sulle reali esigenze di un dato contesto. Non pacchetti preconfezionati, ma piani formativi personalizzati in base al tipo di struttura e alle reali esigenze del personale. Percorsi che prendono il via dall’esaminare le criticità che ci vengono espresse ricercando le soluzioni con i diretti interessati. Condivisione e coinvolgimento sono le due parole chiave che ci consentono di creare quel clima d’aula in grado di essere il motore di un reale upgrade delle competenze di ogni partecipante agli incontri.

a. Non solo sentire, ma comprendere il “non detto”: l’Ascolto attivo

Ecco la sintesi di un capitolo realmente strategico. Anzitutto la capacità di un reale ascolto attivo. Capacità tutt’altro che istintiva e facile da realizzare. E’ un esercizio che richiede allenamento e tanto impegno, senz’altro facilitato dalla conoscenza di tecniche che, dell’ascolto, fanno un punto centrale della nostra capacità relazionale. Solo così saremo in grado di entrare in sintonia con le persone che ci troviamo davanti. Solo così abbasseremo una soglia di resistenza che aumenta quando non ci si sente considerati.

Tuttavia  vogliamo alzare ancora l’asticella della nostra competenza. Lo facciamo dedicando una parte importante nei nostri corsi: quella di comprendere come saper leggere quello che non viene detto, capacità che implica competenze in una delle branche fondamentali  della comunicazione, il “non verbale“. Essere in grado di cogliere atteggiamenti, espressioni o posture che indicano disagio, conflittualità crescente o una paura che deve essere assistita. Proprio così, “assistere non solo con una terapia, ma anche con la nostra capacità relazionale.”

    b. Comunicare notizie negative – Il Protocollo SPIKES

Protocollo validato scientificamente costituito da 6 fasi utili a raggiungere gli obiettivi di un difficile dialogo:

  • Ottenere informazioni dal paziente;
  • Trasmettere informazioni mediche;
  • Supportare il paziente e stimolarne la partecipazione nello sviluppo della strategia di trattamento da adottare.

Fasi in cui è fondamentale la conoscenza e la padronanza di “Tecniche relazionali” che consentano di creare un rapporto di complicità difficilmente realizzabile in assenza di queste solide competenze.

Il protocollo facilita la “gestione di conversazioni complesse“, aiutando il medico a supportare psicologicamente il malato durante la comunicazione di diagnosi infauste. Quanto più sarà solida la preparazione relazionale del personale medico e infermieristico tanto maggiore sarà la capacità di adeguarsi a situazioni e persone differenti tra loro.

〉 Il Linguaggio non verbale: l’importanza del contatto visivo, della postura, del tono di voce e di un singolo sguardo.

Saper leggere ogni aspetto di uno stato d’animo, di un momento dove la paura e la tensione raccontano tutto anche senza l’uso delle parole. Utilizzare un ambiente tranquillo e riservato per parlare e trasmettere notizie che andranno a impattare sul futuro di una persona e della sua famiglia. Il contesto in cui avviene una relazione è fondamentale tanto quanto quello che andremo a dire.

Vale la pena di ribadire un concetto fondamentale: l’effetto di ogni concetto espresso cambia in relazione al come lo diciamo.

Una stessa cosa detta può ottenere feedback differenti a seconda di come la diciamo.

Questo vale in ogni contesto ma, ancor di più, quando la relazione ha come oggetto la condizione fisica di una persona.”

 

L’Infermiera e l’Infermiere: il Volto Umano della Cura

“Perché la formazione relazionale è un pilastro della pratica clinica”

 

In un ambiente ad alta intensità come quello ospedaliero, dove il tempo è dettato da corse frenetiche per una urgenza o faticosi turni in reparto, è facile cadere nel paradosso della “tecnica che oscura la persona“. Tuttavia, per l’infermiere, la relazione non è qualcosa che si aggiunge all’assistenza: la relazione è assistenza.

Spesso si commette l’errore di considerare le abilità comunicative come doti innate o semplici atti accessori di cortesia. La realtà è ben diversa. La letteratura scientifica dimostra che una comunicazione efficace è uno strumento terapeutico a tutti gli effetti. E’ la terapia fatta di attenzioni, di considerazione e sorrisi.

Per un paziente, comprendere correttamente le indicazioni ricevute durante il giro letti o sentirsi ascoltato prima di un intervento chirurgico non è solo un conforto. Si traduce in stati d’animo più sereni e percezione di affrontare una situazione con maggior fiducia in grado di creare un rapporto di “compliance” e abbassamento delle naturali resistenze dovute a molteplici paure. Compliance che ci porterà ad una  Maggiore aderenza terapeutica nella quale il paziente segue le cure perché ne comprende il valore e si fida di chi le somministra.

La formazione relazionale fornisce all’infermiere gli strumenti per:

 

◊ Decodificare il linguaggio non verbale del paziente.

Validare le emozioni, trasformando un momento di crisi in un’occasione di alleanza e collaborazione.

Gestire il conflitto, disinnescando l’aggressività dei caregiver o dei familiari stressati dalla malattia del congiunto.

◊ Un paracadute contro il Burnout: non dobbiamo dimenticare che la formazione relazionale è, prima di tutto, uno strumento di autotutela per il professionista. L’infermiere è la figura più esposta alla sofferenza altrui e al carico emotivo della cura. Ogni attività di formazione deve essere rivolta a fornire strumenti relazionali da utilizzare come difesa nei confronti di situazioni in grado di generare stress, rabbia e attacchi personali.

Senza una preparazione specifica su come gestire il coinvolgimento emotivo e come porre i giusti confini, il rischio di “compassion fatigue” e “burnout” diventa altissimo. Imparare a comunicare significa anche imparare a proteggere il proprio equilibrio, trasformando lo stress relazionale in competenza professionale.

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Investire nella formazione relazionale del personale infermieristico non è un lusso, ma una necessità strategica. Un ospedale che comunica bene è un ospedale dove si guarisce meglio, dove il personale è più soddisfatto e dove l’errore trova meno spazio per insinuarsi.

La sfida per il futuro della professione infermieristica è chiara: continuare a eccellere nella competenza tecnica, senza mai smettere di coltivare quell’umanità formata che rende la cura un’arte oltre che una scienza.

A questi professionisti dedichiamo le nostre competenze….per continuare a crescere insieme.

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SPIN DOCTOR: IL REGISTA DELLA COMUNICAZIONE

“Spin Doctor: esperto nel campo della comunicazione che lavora come consulente per conto di un personaggio politico, di un partito o di un Leader.

Ha il compito di curarne e promuoverne l’immagine pubblica e di attirargli il necessario consenso elettorale mediante precise strategie di comunicazione e di marketing.”

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E’ con la definizione dell’Enciclopedia Treccani, autorevole Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondato nel lontano 1925, che apriamo questa riflessione sulla figura professionale dello Spin Doctor.

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Spin Doctor, è la definizione mutuata dalla lingua inglese che si compone dall’unione di due termini:

  1. Spin, ad indicare un “colpo con effetto“, come i colpi che, nel tennis, imprimono una rotazione;
  2. Doctor, inteso come “esperto” in Comunicazione e Relazioni Pubbliche.

Queste due competenze si traducono nell’attuare precise strategie di comunicazione e immagine andando a definire la personalità del politico che allo Spin Doctor si affida.

Emerge con chiarezza l’importanza di questa figura professionale che deve riunire in sé competenze, specializzazioni e tanta esperienza nel gestire ogni tipo di contesto e relazione. Queste sono le peculiarità che dovrebbero essere valutate quando ci si rivolge ad un professionista al quale demanderemo la gestione in toto della figura di un personaggio politico o di un leader. Insomma, un professionista che, pur stando sovente dietro le quinte, è il protagonista di ogni azione politica, istituzionale ed anche personale del proprio assistito.

Da queste prime note emergono con chiarezza le tante competenze che lo Spin Doctor deve possedere.

Non solo competenze professionali e tecniche ma, anche, di carattere etico ad indirizzo di ogni relazione con persone e contesti economici, politici e sociali. Ecco un altro punto di grande importanza. Ogni Spin doctor deve essere consapevole che la comunicazione progettata e scaricata a terra debba sempre essere al servizio della società e dei cittadini. Fatto che, non di rado, impone di sapere dire un autorevole “no” al politico per il quale lavoriamo.  Facile….non sempre!

Il compito dello Spin Doctor è quello di affiancare, giorno dopo giorno, il proprio assistito o il proprio leader, curandone la comunicazione e l’immagine in ogni dettaglio. Solo così è possibile essere in linea con il target al quale ci si rivolge e con le teorie che si sostengono. Ecco che, allo Spin Doctor, è affidata la creazione di un “brand personale” del proprio assistito in linea con il pubblico a cui ci si riferisce. Un brand al quale essere sempre fedeli, in ogni comunicazione, apparizione in pubblico o relazione, anche nella vita privata. Circostanza che, in caso di non osservanza, crea non pochi problemi per essere rimediata senza perdere credibilità, consenso e reputazione.

Un’abilità complessa. Così possiamo definire le tante competenze che definiscono i compiti dello Spin Doctor. Eccone alcune:

  • Comunicazione strategica
  • Perfetta conoscenza della lingua 
  • Ideazione del “brand personale” del politico seguito
  • Abilità relazionali
  • Psicologia delle relazioni
  • Ascolto consapevole
  • Capacità di interpretare scenari complessi
  • Capacità di attrarre il consenso
  • Gestione di possibili crisi 
  • Creazione e gestione di eventi dedicati al proprio assistito

Un elenco che ci fa comprendere la grande esperienza che uno Spin Doctor deve avere, partendo da comprovate competenze nel gestire i rapporti umani. “Conoscitore della natura umana” potremmo dire, essendo in grado di comprendere contesti e situazioni. Possibile, quando si è supportati da un grande bagaglio di esperienza.

Alla base del lavoro e della richiesta di essere assistiti da uno Spin Doctor ci deve essere una grande consapevolezza. Quella di essere consci di avere bisogno della presenza di un esperto in grado di studiare strategicamente ogni passo, in campagna elettorale o durante un mandato. Ecco il vero scoglio che, per molti leader politici, siano essi locali che nazionali, deve essere superato tramite una realistica rappresentazione di se stessi e delle proprie capacità comunicative e relazionali. Umiltà nel comprendere l’importanza di non improvvisarsi, non credere di avere competenze che, in realtà, non si hanno.

Ecco il primo acerrimo nemico, l’Overconfidence, pericolosa forma mentis in grado di distruggere l’immagine di un leader politico. Ipervalutazione delle proprie capacità, comunicazionali, relazionali, di oratore pubblico e tanto altro ancora.

In termini medici potremmo definirla una “patologia autoimmune“, dove a creare un problema è il soggetto stesso.  Qui lo Spin Doctor deve persuadere il suo assistito sulla necessità di acquisire quell’Empatia necessaria per scendere da un piedistallo virtuale accorciando il più possibile la distanza con le persone, con gli elettori. Punto fondamentale è che, la persona comune ricerca un politico che riesca a far percepire la capacità di condividere ansie, emozioni e preoccupazioni. Questo è uno dei compiti di un attento Spin Doctor. Modellare l’attività del leader, anche quando il suo carattere gli farebbe tenere comportamenti controproducenti in assenza di una esperta guida. In questa logica, ogni apparizione, affermazione o partecipazione ad eventi, deve essere attentamente preparata e studiata, evitando di correre il rischio di uscire dalla linea di condotta che si è definita con il proprio Spin Doctor.

 

Quindi lo Spin Doctor deve realmente essere un “dottore” con conoscenze approfondite in ambito di Soft Skill, Dinamiche relazionali, Tecniche e strategie di comunicazione e, anche, di Psicologia delle Relazioni. Risultato, sviluppare e mantenere quel “good willing” nei riguardi del proprio assistito, senza lasciare nulla al caso, sia in ambito pubblico che privato. Un regista che studia meticolosamente ogni momento della vita del personaggio politico, senza alcuna pericolosa improvvisazione.

Così facendo, lo Spin Doctor, ad esempio, si trova ad accompagnare il personaggio politico ad un intervento televisivo dove, come un suggeritore teatrale o un direttore di orchestra, “guida” da fuori campo la performance del personaggio politico dopo averlo preparato a dovere. Qui entra in gioco un importante aspetto, il “Feeling” che deve esserci tra Spin Doctor e assistito. Un feeling che consenta di “capirsi con immediatezza“, con un gesto impercettibile o un’espressione in grado di guidare un comportamento. Feeling che deve essere integrato da una completa fiducia nei confronti del proprio Spin Doctor.

 

 

Consulenza spot o Spin permanente?

Ecco un altro punto di grande importanza. Imprescindibile come il concetto medico di “prevenire anziché curare“.

Troppo spesso lo Spin Doctor viene interpellato quando una crisi si è già manifestata o si è ormai in ritardo sulla pianificazione di una attività o progetto. Solo con una collaborazione continuativa si può creare, anzitutto, quel feeling tra personaggio politico e Spin Doctor, condizione indispensabile per una collaborazione realmente in grado di scaricare a terra la strategia seguita.

Sempre così? No. Troppo spesso ancora una volta quel pericoloso convincimento di essere all’altezza in ogni situazione, fa sì che si corra ai ripari quando è troppo tardi.

Metabolizzando questa necessità, si arriva a comprendere le definizioni di “Spin e Campagna permanente“, in risposta all’esigenza di comunicare continuativamente con i cittadini elettori. Un rapporto comunicativo che deve essere fondato su “congruenza” con quanto sostenuto e lealtà nei comportamenti pubblici e privati.

Un caso pratico

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Affiancando un candidato sindaco durante la “fase di avvicinamento” alle elezioni, dove ogni passo è stato valutato e studiato a fondo, a ciel sereno è arrivata la “tempesta perfetta“. Il motivo? Un importante e pericoloso invito del quale non siamo stati informati. Un faccia a faccia con il candidato avversario, camuffato da quattro chiacchiere in un elegante salotto.

Apparentemente innocua uscita, si è trasformata in una vera e propria crisi. In ragione di quella supposta innocua conversazione, il candidato non ha ritenuto necessario metterci al corrente e, tanto meno, richiedere la nostra presenza. Peccato che, in quell’elegante salotto, erano presenti i sostenitori dell’avversario, nonché i giornalisti. Ne è uscito un confronto con concetti e toni sbagliati che hanno generato una vera e propria crisi a poca distanza dalle elezioni. Recuperare “scivolate”  dette a caldo, diviene spesso molto difficile con il rischio di andare ad intaccare tutto il lavoro fatto sino a quel momento. La crisi fu superata e, in quel caso, il candidato da noi seguito fu eletto. Ben diverso sarebbe stato se fossimo stati avvisati di quell’appuntamento, potendo così studiare il contesto scoprendo la partecipazione di una “claque” avversa, dei giornalisti e di una imboscata preparata con astuzia.

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Così diviene centrale un altro aspetto della attività dello Spin Doctor, quello di “costruire e difendere la reputazione” del proprio assistito.  E, come ben sappiamo, anche la reputazione più solida può essere distrutta in pochi minuti, amplificando la “dèbacle” con la velocità vorticosa generata dai social.

Insomma, oggi, ogni politico, a qualsiasi livello di azione politica, per assicurarsi una visibilità e un’immagine gestita strategicamente, deve comprendere l’importanza di essere affiancato dallo Spin Doctor. Solo così può pensare di governare il complesso universo della comunicazione declinato in ogni sfaccettatura. Solo così può pensare di entrare nella mente delle persone essendo percepito come personaggio autentico ed affidabile raggiungendo l’obiettivo di esser eletto.

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Così si giocano le sfide del futuro e la credibilità di chi vuole guidare una comunità o uno stato. Così si dimostra l’umiltà necessaria e indispensabile per costruirsi un percorso studiato in ogni aspetto. 

E chiudiamo questa riflessione con un sorriso, regalatoci da una battuta del grande Peppino De Filippo.  In uno dei tanti dialoghi con Totò, avrebbe chiuso con la celebre battuta….”e ho detto tutto“. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il tocco dello Studio: “In Studio Cirri, aiutiamo i nostri clienti a trovare la propria voce e a proteggere la propria storia, con l’etica del professionista e la visione del regista.” 

FORMAZIONE E CAPITALE UMANO. NE ABBIAMO PARLATO A STORYTIME

     Una nuova partnership. Un nuovo obiettivo.

Continuare a dare il nostro contributo ad Aziende e Professionisti per una Formazione Continua in ambito delle Human Skill.

Quelle cha danno valore ad una prerogativa unica di ogni persona, quella del Capitale Umano. 

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C’è un’energia particolare quando si entra in uno studio radiofonico. Le luci, le cuffie, il microfono che aspetta solo la nostra voce. Voce che deve saper dare ogni sfumatura di quello che si sta dicendo. Potremmo dire il regno del “Paraverbale“, una delle nostre potenti armi in ogni relazione tra persone.

Un moderno studio, uno staff dinamico e competente. Queste le prime sensazioni quando si giunge negli studi di Storytime in quel di Pero. Ad attendermi un abile e intelligente speaker, Yuri Sangalli, con il quale siamo entrati in sintonia sin da subito. Una sintonia che ci ha consentito di parlare con grande serenità di come, nel terzo millennio, le Abilità Relazionali siano una componente in grado di distinguere ogni professionista dai tanti competitor.

Questa nuova collaborazione tra Studio Cirri e Storytime, si fonda su di una sfida che coinvolge ogni Persona, ogni Professionista e ogni Team Aziendale. Quella di mantenere un primato che sta all’uomo come la velocità della luce sta ai viaggi spaziali. Sfida che può essere vinta con una Formazione Continua in ambito delle Human Skill. Per dare maggiore valore e possibilità di affermazione ad ogni persona.

Collaborazione che è stata inaugurata dalla dott.ssa Claudia Salciccia, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche, nel suo intervento dedicato alla Psicologia delle Relazioni Interpersonali. Ciclo di interventi che vuole focalizzare l’attenzione sulle Competenze Trasversali, oggi considerate Skills fondamentali per dare ad ogni professionista capacità e competenze in grado di poter affrontare efficacemente contesti, situazioni e interazioni con differenti ambiti professionali. Un’ampia gamma di competenze in grado di rendere un professionista appetibile per ogni collocazione lavorativa.

Oggi siamo abituati a misurare il progresso in termini di velocità di calcolo,  gigabyte, produzione di contenuti e testi, ambientazioni virtuali  e tanto altro ancora. Durante l’intervista ci siamo focalizzati su ciò che non è misurabile, che non può essere parametrato in un grafico. Abbiamo voluto portare l’attenzione su quelle Risorse Intangibili in grado di differenziarci da ogni competitor aprendoci a molteplici opportunità: le Human Skills appunto.

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Bello premettere Human, chiaro riferimento a capacità e doti proprie ed esclusive di ogni persona ma……sappiamo realmente valorizzarle nelle attività di ogni giorno?

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L’algoritmo vs. L’Intuito.

Così potremmo definire questo match. Abbiamo discusso di come l’AI stia rivoluzionando il modo in cui lavoriamo. È innegabile: l’AI è più veloce di noi. È più precisa sui grandi numeri e riesce a fare ciò che l’uomo, per vicoli di natura e struttura non riesce a fare. Pensiamo alle potenzialità espresse nell’ambito della chirurgia dal Robot Da Vinci, in grado di utilizzare con il bisturi angoli impossibili per la mano del chirurgo. Infinite sarebbero le citazioni di ambiti nei quali l’Ai arriva dove noi umani non riusciamo. E sarà sempre più al nostro fianco per facilitarci compiti e mansioni. Quindi benvenuta AI!

Tuttavia,  durante la chiacchierata abbiamo evidenziato e sottolineato che c’è un confine che la macchina non ha ancora varcato e non sarà mai in grado di varcare: la creatività non lineare, la sfera delle Emozioni, l’Empatia, le Relazioni tra Persone ed una pacca sulla spalla, prerogative e primato dell’essere umano.

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Le aziende del futuro non ricercheranno solo chi sa “usare” l’AI, ma anche, e in modo sempre maggiore, chi sa integrare l’efficienza dell’AI con la sensibilità umana. Primato unico delle Relazioni tra persone.

Perché? Per una ragione semplice, che forse sfugge alla nostra attenzione oggi rapita solo dai progressi della AI. Perché le persone, i professionisti, dovranno sempre incontrarsi, discutere, decidere, insomma avere relazioni. “What elese” direbbe il bel George.   

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Ecco, allora, che dovremo sapere sempre più apprendere le infinite potenzialità della AI unitamente al convincimento di doverci formare per affinare abilità e competenze nel gestire ogni tipo di relazione.

Formazione, ecco la chiave di volta che ci consentirà di sfruttare quell’unicità che dovrà sempre distinguerci da ogni forma di Intelligenza Artificiale. Formazione in quella ampia sfera di Competenze. Ne abbiamo citate alcune:

  • Psicologia delle Relazioni Interpersonali;
  • Leadership
  • Tecniche di Negoziazione;
  • Gestione dei Conflitti;
  • Parlare in Pubblico;
  • Comunicazione Efficace;
  • Preparazione per per sostenere colloqui;
  • Autoconsapevolezza.

Queste sono alcune delle Human Skill in grado di darci maggiore Autorevolezza e possibilità di affermarci in ogni contesto personale e professionale.  Questo è l’ambito sul quale vogliamo continuare a contribuire per Persone, Professionisti e Team Aziendali appartenenti ad ogni settore. Perché ogni settore, ogni professionista, anche con declinazioni  diverse, ha nella Formazione un potente alleato in grado di contribuire a dare sempre più competitività e valore.

Perché ascoltare questa intervista.

Se ci stiamo chiedendo come il nostro ruolo cambierà nei prossimi 5 anni o se temiamo che le competenze tecniche, le Hard Skill,  stiano oscurando quelle relazionali, in questo intervento abbiamo cercato di dare spunti pratici e una visione ottimista del futuro. Futuro sul quale Studio Cirri continua ad investire per dare sempre maggiori competenze a tutti coloro che si affidano a noi per intraprendere un percorso di formazione.

Ecco i punti chiave che ho condiviso in questo intervento:

  • Collaborazione, non Sostituzione: l’AI non è qui per renderci obsoleti, ma per potenziarci. È uno strumento, e come ogni strumento, dipende dalla mano che lo guida. Ai e Competenze Relazionali, ecco il vero mix vincente.

  • Il Valore dell’Empatia: un algoritmo può analizzare i dati, ma solo un essere umano può capire il contesto emotivo, negoziare, gestire un conflitto e costruire relazioni di fiducia. Nulla potrà mai sostituire la nostra voce o lo sguardo di due persone durante una relazione. Ma quella voce e quello sguardo hanno bisogno di consapevolezza e preparazione.

  • Pensiero Critico: in un mondo saturo di informazioni generate artificialmente, la capacità di discernere, mettere in dubbio e curare i contenuti è la vera skill del futuro. Capacità di analisi e discernimento che solo la mente umana deve e dovrà mantenere come prerogativa. Anche nel terzo Millennio.

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Il nostro ringraziamento allo staff di Storytime e al bravo Yuri per questa collaborazione dedicata a tutti coloro che desiderano investire su  competenze e capacità relazionali.

WORKSHOP IN PSICOLOGIA DELLE RELAZIONI

Workshop della dott.ssa Claudia Salciccia, professionista specializzata in Scienze e Tecniche Psicologiche 

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Sviluppare la consapevolezza di sé e dell’altro.

Lo sviluppo della consapevolezza di sé e dell’altro costituisce uno dei pilastri fondamentali della Psicologia delle Relazioni Interpersonali. Uno step fondamentale per saper valutare il proprio approccio, il proprio registro comunicazionale e, al tempo stesso, quello del nostro interlocutore. Quante situazioni potenzialmente di crisi potrebbero essere evitate se in grado di comprendere le “motivazioni psicologiche” della nostra controparte. Sia nella vita relazionale privata, sia nei rapporti professionali.

La “capacità di relazionarsi” in modo sano ed efficace dipende interamente dalla comprensione di noi stessi e della persona che abbiamo difronte.

La relazione tra il sé e l’altro è il campo di studio e la consapevolezza e’ il meccanismo che collega queste due entità.

Ma quale è il legame tra consapevolezza di sé e consapevolezza dell’altro?

E’ l’Empatia, non si può realmente comprendere il mondo emotivo e le motivazioni di un’altra persona senza prima aver compreso i propri. Ecco la vera chiave per entrare in stretto rapporto con la persona che abbiamo davanti a noi. Atteggiamenti, espressioni e punti di vista si chiariranno se saremo in grado di comprendere il vissuto di quel momento e le motivazioni psicologiche che sostengono un determinato atteggiamento.

In questo workshop la dott.ssa Salciccia affronterà molte delle tematiche che stanno alla base di una Comunicazione Interpersonale realmente efficace. Una di capitale importanza: conoscere la differenza tra Autostima e Autoefficacia:

  1. Senza Autostima non saremo in grado di valorizzare le nostre attitudini e le nostre competenze. Non saremo in grado di farci apprezzare anche in situazioni di conflitto, dove dobbiamo sostenere le nostre motivazioni. In buona sostanza non crederemo in noi stessi.
  2. L’Autoefficacia è il nostro giudizio su comportamenti e situazioni che ci hanno visto protagonisti. E’ il “come siamo andati“, il voto che ci diamo dopo eventi personali o professionali. Spesso la confusione tra questi due fondamentali ambiti della nostra personalità crea non pochi problemi. Anzitutto perché una nostra valutazione su di una situazione nella quale non siamo stati all’altezza, va a indebolire la nostra Autostima, rendendoci più deboli e meno motivati.  Ecco l’importanza di saper distinguere le due cose, ecco uno dei grandi contributi che questo workshop è in grado di dare ai partecipanti. Una situazione ci ha visto perdenti o non all’altezza. Non lo siamo stati in quella situazione, per tanti motivi. Questo però non vuol dire che, per quella situazione, dobbiamo, da lì in poi, credere meno in noi stessi andando a creare un danno per tutto quello che faremo da li in poi.

Nel corso del workshop, ognuno potrà misurarsi con le proprie certezze e con quelle aree comportamentali nelle quali potremmo fare meglio, ma non sappiamo da dove iniziare. Il risultato sarà una reale interazione tra ogni partecipante, i compagni d’aula e la formatrice. Un gioco di squadra che sarà in grado di arricchire la “cassetta degli attrezzi”  di ogni partecipante. Attrezzi relazionali che potranno essere utilizzati in ogni contesto, personale o lavorativo, spendendo sin dal giorno dopo quei concetti e quelle Strategie Relazionali.

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Il corso è dedicato ad ogni figura professionale che senta la necessità di arricchire le proprie conoscenze acquisendo maggiori competenze partendo dal conoscere meglio se stessi.

Informazioni e modalità di iscrizione scrivendo a : info@studiocirri.com – claudiasalci@gmail.com 

 

PILLOLE DI STRATEGIE RELAZIONALI

L’estate è un momento che ci porta verso quell’attesa pausa alla quale diamo il compito di rigenerarci preparandoci agli impegni di un nuovo anno. 

Ed è da qui che desideriamo proporre una serie di riflessioni che saranno la base per il “progetto di formazione” che , da settembre, metteremo a disposizione di imprese e professionisti.

Una articolata offerta formativa strutturata in Workshop e seminari. 

Iniziamo con questo primo contributo dedicato alla “Psicologia delle Relazioni“, base per la costruzione di ogni successiva competenza manageriale.   

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IL VERO DIALOGO INIZIA QUANDO DUE PERSONE SONO DISPOSTE AD ASCOLTARE CON LA STESSA INTENZIONE CON CUI DESIDERANO ESSERE ASCOLTATE “

(S. COVEY).

 

 

La psicologia delle relazioni interpersonali studia come gli individui interagiscono tra loro, come si formano e sviluppano legami, i conflitti e le dinamiche che caratterizzano le interazioni umane.

Analizza i processi cognitivi, emotivi e comportamentali che sottostanno alle relazioni, indaga il “come” e il “perché” ci relazioniamo con gli altri, con un focus sul benessere e sull’efficacia di tali interazioni.

Gli obiettivi principali sono:

➡️ Comprendere le dinamiche relazionali;

➡️ Migliorare la comunicazione;

➡️ Gestire i conflitti;

➡️ Sviluppare l’autoconsapevolezza relazionale;

➡️ Prevenire e affrontare problemi relazionali.

Il corso sulla “psicologia delle relazioni interpersonali” offre strumenti pratici e conoscenze approfondite in un processo continuo di apprendimento in cui si sviluppano le competenze necessarie per costruire relazioni significative.

È rivolto a:

➡️ Avvocati e Mediatori;

➡️ Manager e Leader;

➡️ Operatori sanitari;

➡️ Addetti al servizio clienti e venditori;

➡️ Insegnanti ed educatori.

➡️ Chiunque sia interessato allo sviluppo personale: persone che vivono situazioni di conflitto frequente, chi soffre di ansia sociale o difficoltà relazionali.

❗️Il corso sarà organizzato sia in presenza che online.

❓️Info: claudiasalci@gmail.com;

GIORNATA NAZIONALE DELLA ASSOCIAZIONE DIMORE STORICHE ITALIANE

https://www.youtube.com/watch?v=CblyOWGvTFs

 

Domenica 25 maggio 2025, l’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.), che riunisce i proprietari di immobili storici rappresentanti una componente importante del  patrimonio storico-culturale italiano, ha presentato la XV edizione della “Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane ”.
Studio Cirri ha gestito la comunicazione, le relazioni istituzionali, con i partner e la conduzione dell’evento. Una giornata in cui le relazioni tra le persone sono state alla base della condivisione del patrimonio culturale e storico di Palazzo Terzano 

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Palazzo Terzano è l’unica dimora della città di Valenza ad essere riconosciuta ufficialmente da A.D.S.I. Primato che gratifica la lunga storia di questa residenza risalente al XVII secolo. Storia che, dal dopoguerra in poi, si è legata intimamente alla nascita e allo sviluppo delle prime fabbriche di oreficeria e manifattura calzaturiera.

Anche in questo importante evento nazionale, Palazzo Terzano ha ribadito il legame che, da sempre, crea una forte sinergia con le istituzioni. Consuetudine testimoniata dal Patrocinio della Città di Valenza, dalla presenza del Sindaco Maurizio Oddone, del Vicesindaco Luca Rossi, dell’Assessore Rosella Gatti e di Vittoria Poggio, già assessore Regionale.

La giornata, con la partecipazione ufficiale della Scuderia Ferrari di Alessandria, si è articolata in differenti momenti. Momenti che hanno consentito ai più di cento visitatori di entrare in atmosfere che solo le Dimore Storiche sanno far vivere, anche nel Terzo Millennio.

  • Il palazzo si è aperto ai visitatori dalle 10.00 alle 19.00. I primi tour guidati sono iniziati sin dall’apertura.
  • Nella mattinata, in occasione della ricorrenza dei 91 anni di proprietà della famiglia Terzano-Cirri,  è stato presentato il libro “Palazzo Terzano a Valenza: un affascinante viaggio attraverso quattro secoli di storia”, scritto con il giornalista Angelo Bottiroli. Presentazione che, presieduta dal Sindaco Oddone, si è tenuta nella Sala Letteraria.
  • Nelle corti del palazzo sono state esposte alcune auto sportive della Scuderia Ferrari di Alessandria.  Prima donna, esposta a lato del colonnato della prima corte, è stata la fiammante Dino gialla, costruita nel 1969, di proprietà del dott. Roberto Rollino, nella Corte degli Ulivi, due gioielli Rosso Ferrari, una F355 affiancata da una F430.
  • Per l’occasione sono stati inaugurati due saloni del piano nobile, la Sala degli Angeli e la Sala Letteraria, recentemente restaurati e nuovamente aperti al pubblico.
  • Visite guidate al piano nobile e alle gallerie sotterranee si sono susseguite per l’intera giornata. Partendo dalle sale del piano nobile i visitatori hanno ammirato il dedalo di cantine e gallerie sotterranee percorrendo camminamenti che si alternano tra scale, gallerie e passaggi segreti. Ambienti che, ancora oggi, sono carichi di emozioni e raccontano tante storie. In primis quelle relative al tempo di guerra, dove venivano utilizzate come rifugio durante i bombardamenti.
  • Per l’intera giornata è stata allestita una postazione dove i visitatori hanno gustato piatti tipici del territorio unitamente ad un calice di selezionati vini del Monferrato.
  • Ammirazione ha destato la collezione di antichi pianoforti della prof.ssa Claudia Terzano, pianista. Strumenti costruiti a fine del 1800, restaurati e restituiti alla loro originaria bellezza. Pianoforti che per l’occasione, hanno regalato emozioni ai visitatori grazie ad alcuni brani di Chopin eseguiti da Giulio Cirri, quarta generazione di famiglia, ex allievo del Conservatorio Vivaldi di Alessandria. Ventiquattrenne che si è meritato sul campo l’onore di ritirare la targa conferita dal Presidente della Scuderia Ferrari di Alessandria, Franco Giuliani.

Ogni tour del palazzo è stato accompagnato dai proprietari del palazzo, dando la possibilità ad ogni visitatore di avere risposta alla tante domande emerse. Una giornata che ha visto in ogni visitatore lo stupore per quello che il Sindaco Oddone ha ribadito essere “un gioiello unico, orgoglio della città di Valenza”.

Molte le domande sulla possibilità di usufruire del palazzo per eventi e altre attività aziendali o private. Oggi il palazzo viene utilizzato per ospitare eventi aziendali, istituzionali e privati, visite di tour operator, incontri nelle sale meeting, consentendo di poter soggiornare in due esclusivi appartamenti: l’appartamento del Senatore e la Foresteria. Due ambienti unici per valore architettonico e riservatezza.

Alle 19.00 il portone del palazzo è stato chiuso dai nostri due fedeli addetti alla sicurezza, Valerio e Fausto. Angeli custodi che hanno vigilato su ogni visitatore, consentendo un  afflusso regolato in modo magistrale. grazie ad entrambi.

Così si è conclusa una giornata ricca di strette di mano, sorrisi e nasi all’insù. Per continuare a stupirsi davanti ad un’eccellenza che nessuna intelligenza artificiale potrà mai uguagliare….la genialità dell’uomo.

 

PUBLIC SPEAKING: STRATEGIE E TECNICHE PER VALORIZZARE LE PROPRIE ATTITUDINI NEL PARLARE IN PUBBLICO.

“ ALL THE GREAT SPEAKERS WERE BAD SPEAKERS AT FIRST”

(Ralph V. Emerson ).
Il Public Speaking non è semplicemente l’atto di parlare di fronte ad una folla. È un’arte potente, una danza tra noi e il nostro pubblico, dove ogni parola, ogni gesto, plasma la connessione e l’impatto del tuo messaggio. Nella vita professionale così come in quella privata.
Va ben oltre la mera pronuncia: è la capacità di comunicare con maestria, usando la nostra voce e il nostro corpo per tessere un legame indissolubile con chi ci ascolta.
Dietro ogni discorso avvincente, ogni presentazione memorabile, ogni interazione con un pubblico, si cela un universo affascinante di dinamiche psicologiche.
La nostra mente e le nostre emozioni non sono solo spettatrici, ma attori protagonisti che determinano il successo o il fallimento della nostra performance. Immaginiamo la scena: l’ansia che stringe lo stomaco, la fiducia in noi stessi che si alza o scende, l’abilità di creare un ponte emotivo con gli altri, persino la percezione che abbiamo di noi stessi in quel momento, tutto è messo alla prova. Questi fattori invisibili, ma potentissimi, influenzano profondamente il modo in cui ci presentiamo e veniamo percepiti:
➡️ Ansia da prestazione;
➡️ Autostima e  Autoefficacia;
➡️ Gestione delle emozioni;
➡️ Consapevolezza del pubblico;
➡️ La motivazione e gli obiettivi.
….sono solo alcuni dei parametri che dobbiamo saper gestire.

Nei nostri corsi sulle Soft Skills, il modulo dedicato al Public Speaking fornirà gli strumenti essenziali per trasformarci in un comunicatore preparato e conscio delle proprie possibilità.

Il corso verrà tenuto dalla dott.ssa Claudia Salciccia, specializzata in Tecniche Psicologiche, che, con parte teorica e simulazioni, affronterà le diverse problematiche legate ad una performance in pubblico. Un corso interattivo, durante il quale impareremo le tecniche e strategie più efficaci per:

Comprendere a fondo il nostro pubblico;

Coinvolgere la platea con presentazioni dinamiche.

Motivarci valorizzando le nostre attitudini;

Gestire la nostra voce in modo coinvolgente;

Utilizzare le pause per creare attesa e interesse.

➡️ Destinatari: chiunque si trovi in situazioni in cui la comunicazione è d’importanza strategica.

📌 Il corso è a numero chiuso, con durata di 4 ore sia in presenza che online. Possibilità di strutturare corsi personalizzati, o per team aziendali,  in base alle esigenze e al contesto per il quale ci si deve formare.
❓ : info@gmail.com

PALAZZO TERZANO DIMORA AMICA DEL PIEMONTE

BIT – BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO 2025:

LE DIMORE STORICHE PIEMONTESI PROTAGONISTE DI UNA NUOVA INIZIATIVA TURISTICA.

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(La vista delle corti dall’androne del palazzo)

Lunedì 10 febbraio, nello stand della Regione Piemonte, alla quarantacinquesima edizione di questo importante marketplace internazionale, è stato presentato il progetto DimoreAmichedelPiemonte.

Circa cinquanta le dimore private piemontesi, facenti parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I), che si apriranno per ospitare flussi turistici nazionali e internazionali in risposta ad un sempre maggiore interesse rivolto al patrimonio di immobili storici piemontesi.

Un flusso turistico che, grazie alla disponibilità dei proprietari di Castelli e Palazzi storici, darà modo di vivere un moderno “turismo delle emozioni“, fondato su arte, cultura, aneddoti e storie raccontate dai proprietari stessi. Così verranno gestite le visite guidate. Non solo architetture, affreschi e strutture d’altri tempi, ma tanti racconti di vita vissuta nei secoli passati. Storie che, ancora oggi, sono la base per generare quelle “Emozioni” che valorizzano ogni dimora storica.

 

(Gli antichi vasi vinari posti nel piano basso delle cantine)

Palazzoterzano, residenza nobiliare del XVII° secolo posta nel Centro storico della città di Valenza, ha aderito a questo importante progetto.

Le porte del palazzo si apriranno per ospitare visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero. La visita guidata, gestita dai proprietari, si articolerà in diverse fasi. Partendo dalle due corti interne e dal giardino, verranno visitate le sale al piano nobile. Sale che hanno ospitato personaggi illustri, come San Giovanni Bosco. Ogni sala è affrescata seguendo una tematica differente. Dalla sala delle Arti e dei mestieri si passerà da quella degli Angeli che oggi ospita, come un tempo, un’antico pianoforte Roesler del 1901. Il tour si sposterà poi nel dedalo di cantine che si trovano sotto al palazzo. Cantine connesse da scale interne, dove sarà possibile vedere gli antichi vasi vinari un tempo fulcro di una fiorente attività commerciale del palazzo. Sempre nelle cantine, i visitatori saranno accompagnati nelle stanze nelle quali, in tempo di guerra, venivano ospitate tante famiglie durante i bombardamenti. tante le emozioni da raccontare.

A conclusione della visita, prima di lasciarsi, verrà offerto un calice di vino del Monferrato per lasciare ai visitatori un ulteriore ricordo del nostro territorio.

Studio Cirri è onorato di gestire le attività culturali, gli eventi e le visite turistiche che avranno luogo a Palazzo Terzano.

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Dimore storiche, un patrimonio che unisce storia e futuro.

PALAZZO TERZANO SEDE DI UN DOCUMENTARIO “RAI”

E’ in una giornata piovosa che abbiamo accolto nel nostro studio una Troupe RAI (Radio Televisione Italiana) composta da due esperti registi.
 Obiettivo della visita, realizzare un documentario facente parte della serie “Le Eccellenze Italiane” in onda su RAI Tre.

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Una premessa è doverosa. Il contatto telefonico della settimana precedente con il regista Piero Lillus è stato, sin da subito, estremamente amichevole e produttivo. Una di quelle conversazioni nella quali i due interlocutori sembrano conoscersi da sempre. Con grande facilità si è arrivati a definire la giornata in cui sarebbero venuti a Valenza per girare filmati e interviste. 

La richiesta è stata quella di poter documentare quelle “Eccellenze Artigiane” che, ancora oggi, contraddistinguono quella maestria riconosciuta in tutto il mondo nella produrre gioielli.

Così, sono state selezionate quattro aziende che, con quei canoni di artigianalità e grande esperienza, si sono rese disponibili ad ospitare la troupe nelle loro sedi.

All’arrivo di Piero Lillus, accompagnato da Nicolò Piccione, regista e videomaker, l’azione simbolo è stata quella di parcheggiare la station wagon logata RAI nei cortili di Palazzo Terzano. Nel bagagliaio tutte le attrezzature proprie di due registi, cavalletti, sofisticate macchine da presa e luci da set cinematografico.

La visita è iniziata dalla Sala Gialla del palazzo che, in seguito della conferenza sui Diamanti da Laboratorio, ospitava ancora quattro Teche contenenti scintillanti Diamanti Lab Grown. Ecco, allora, le prime riprese. Focali corte per immortalare la bellezza che, oggi, l’uomo è in grado di replicare come Madre Natura sa fare da milioni di anni. Diamanti da laboratorio che, nella città dell’oro, vengono oggi prodotti dall’azienda Duel S.r.L., guidata dal lungimirante imprenditore Luca Magrin.

 

(Le quattro Teche esposte nella Sala Gialla di Palazzo Terzano.) 

 

La giornata è proseguita con le visite alle quattro aziende che avevano accettato l’invito ad essere le testimonial di questo documentario. Entrare in ognuna di esse ha consentito ai nostri ospiti di comprendere sino in fondo la figura del “gioielliere valenzano proprietario di fabbrica“. Aziende a proprietà unica o, al massimo, in cui la titolarità è condivisa da due storici soci. Non grandi gruppi, non Multinazionali. Solo proprietari con un mazzo di chiavi in tasca e, sulle loro spalle, l’onere di ogni scelta commerciale, produttiva e di marketing.

 

(Un momento durante le riprese presso l’azienda Duel S.r.L)

 

Per i nostri registi vedere la struttura di una fabbrica tradizionale, fatta di banchi in legno, trapani, saldatori, presse etc. è stata un’esperienza illuminante. Un faro che si è acceso dando consistenza a quell’idea di artigianalità che descrive il “Gioielliere Artigiano“. Figura che ci riporta al Dopoguerra, quando, le fabbriche in Valenza erano composte di pochi lavoranti e la manualità e l’estro dei nostri orafi erano la base per creare la bellezza. Ogni cortile di Valenza ha ospitato fabbriche di svariate dimensioni. Palazzo Terzano è, ancora oggi un simbolo in tal senso. Tante le fabbriche che, dal dopoguerra in poi, hanno mosso i loro primi passi per cercare di ritrovare una normalità che, il Secondo Conflitto Mondiale, aveva seppellito sotto bombe, macerie e tanti morti. Così, quelle piccole fabbriche sono cresciute negli anni, affermandosi negli anni ’60 e ’70 per divenire delle realtà apprezzate e conosciute in tutto il mondo. Ancora oggi, nei cortili del palazzo, è possibile sentire il rumore dei trapani, l’odore acre del metallo fuso e le tante voci che, da quelle fabbriche invadevano ogni spazio.

(Un tradizionale banco in legno per “Incassatori”) 

Nel pomeriggio, terminate le riprese all’interno delle fabbriche, si è passati alle interviste dei titolari. Interviste che, per scelta degli Amici Registi, si sono girate nei saloni di Palazzo Terzano. E’ la richiesta, che già al loro primo arrivo, Piero e Nicolò ci avevano fatto. Ambientare questi colloqui in un contesto storico, con alle spalle, ad esempio, un’antica cassaforte dei primi del ‘900. Cassaforte appartenuta ad Alfonso Terzano, gioielliere, che, tra le due guerre, acquistò questa grande proprietà facendone la dimora della sua famiglia. Ecco, allora, la collocazione più consona per ogni titolare d’azienda. Le sale sono state adeguatamente predisposte per accogliere questo “set”. Parola d’ordine, mettere a proprio agio chi, per formazione e competenze, non ha nel proprio DNA il gene di apparire in pubblico come speaker. Allo scopo abbiamo utilizzato due antiche poltrone particolarmente comode e contenitive, capaci di dare sicurezza a chi vi si è accomodato. Così, imprenditore dopo imprenditore abbiamo completato il ciclo di interviste. A chiudere la kermesse, LucaMagrin, con un interessante contributo su “Diamanti da Laboratorio e futuri scenari del mercato dei Diamanti“.

(Il regista Nicolò durante le fasi preparative delle interviste) 

 (Ciak…si gira!)) 

 

Intervista dopo intervista si è arrivati alle 19.00. Prima di spegnere le luci su questa coinvolgente giornata, tutte le attrezzature sono state smontate e ricaricate in auto. Un ultimo sguardo da parte di Piero e Nicolò  ai soffitti affrescati di Palazzo Terzano ha consentito loro di caricare a bordo anche il ricordo di questa Dimora Storica, gioiello architettonico e storico della città di Valenza . Prima di salutare i nostri illustri ospiti, abbiamo voluto lasciar loro un ultimo spunto. Quello che vede l’anima delle realtà produttive valenzane in quello che oggi loro hanno avuto modo di toccare con mano. Non multinazionali o gruppi con sedi in tutto il mondo. Ma titolari di realtà produttive che continuano su di un modello di impresa che è la vera essenza delle fabbriche della città dell’oro. Fabbriche che, grazie a quel modello, rappresentano, ancora oggi, quell’ “Eccellenza Italiana” che continua a stupire il mondo intero.

A PALAZZO TERZANO UNA SERATA DEDICATA AI DIAMANTI DA LABORATORIO

(Le teche contenenti i Diamanti da Laboratorio esposte nella Sala Gialla di palazzo Terzano)

 

Un evento atteso. Uno di quei momenti che si rivolgono alle aziende del Comparto Orafo di Valenza. Un obiettivo preciso: presentare in anteprima un trend che segnerà il futuro nel comparto dei Diamanti.

Il Claim coniato per l’occasione è stato “Da milioni di anni a….poche settimane“. Ecco l’espressione che riassume un vero miracolo. Miracolo che ci consente di affiancarci a Madre Natura nella produzione della bellezza per eccellenza. Spesso dobbiamo fermarci a riflettere su quotidianità che ci sembrano scontate. Ma così non è.

I Diamanti Naturali, vengono prodotti dalla Natura in milioni o miliardi di anni a seconda del luogo di estrazione. I principali Stati nei quali si trovano i giacimenti sono la Repubblica Democratica del Congo, la Russia, l’Australia e il Botswana. E’ a profondità tra i 150 e i 225 Kilometri che si formano i Diamanti, grazie a pressioni e temperature adeguate che ne consentono la progressiva deposizione. Una lunga gestazione che, sino ad oggi, è stata prerogativa della natura.

E’ una affermata azienda valenzana, la DUEL S.R.L., capitanata dall’esperto imprenditore Luca Magrin, che ci ha assunto per gestire questo lancio, una prima a tutti gli effetti, tenutosi nella città dell’oro. Una prima molto attesa, carica di aspettative anche grazie alla presenza di un Gemmologo di fama internazionale, quale è il dott. Pio Visconti. L’evento si è tenuto presso la Dimora Storica Palazzo Terzano che, per l’occasione, ha ospitato la conferenza nella Sala Rossa del piano nobile e la successiva parte conviviale nella Sala del Vescovo posta nel porticato maestro.

 

   (La sala del Vescovo affacciata sul porticato seicentesco)

L’attesa conferenza ha aperto ufficialmente l’evento. L’accademica relazione del Dott. Visconti ha esposto un coinvolgente parallelo tra i Diamanti Naturali e i Diamanti da Laboratorio, INTERNAZIONALMENTE identificati come “Lab Grown“.  Con grande capacità espositiva, Visconti ha evidenziato la specularità delle caratteristiche chimiche e fisiche che, senza la minima sbavatura, rendono le due categorie perfettamente simili. Non solo per i citati aspetti, ma anche e soprattutto, per bellezza e lucentezza. Due immagini speculari che della purezza fanno un aspetto in grado di affascinare chiunque possa ammirarle.

Di grande impatto l’affermazione che è seguita ad una domanda:

“Se lei, dott. Visconti, fosse ad una cena e, al suo fianco, ci fossero due eleganti signore con al dito due splendidi solitari da quattro carati, lei sarebbe in grado di distinguere il Diamante Naturale da quello di Laboratorio? Risposta: assolutamente no!

Dovrei portarli in laboratorio per esaminarli. Ecco, allora, il vero potere innovativo di questa attività dell’uomo. Affiancarsi alla Natura per produrre bellezza e rarità.

 

(Un momento dell’esposizione della relazione del dott. Pio Visconti)

Alla presenza del Sindaco di Valenza, Maurizio Oddone, accompagnato dal Vicesindaco Rossi e dagli Assessori Gatti e Zaio, le tante le aziende presenti hanno potuto “toccare con mano” la reale portata di questa innovazione che, senza ombra di dubbio, si affiancherà sempre più ai tradizionali Diamanti Naturali. L’esclusività dei Diamanti diviene oggi alla portata di un bacino di utenti che, per ragioni di evidenti costi non compatibili con le proprie forze economiche, non hanno mai potuto concedersi l’acquisto di un Diamante Naturale. Oggi sarà possibile soddisfare i sogni delle tante persone che vorranno concedersi il lusso di poter ordinare il Diamante che verrà prodotto in esclusiva per loro.     

Oltre alle evidenti opportunità commerciali, va ricordato che i giacimenti naturali di diamanti si stanno via via esaurendo. Oltre a questo, non dobbiamo dimenticare l’importante discorso legato alla Sostenibilità, al rispetto dell’Ecosistema, allo sfruttamento di mano d’opera in condizioni di lavoro usuranti e, non ultimo, all’emissione di CO2 e distruzione dell’ambiente di vita per molte specie animali.

Insomma, un evento che ha evidenziato ad un parterre selezionato di aziende e professionisti, la grande portata dell’iniziativa di DUEL S.r.L. che da quì in poi produrrà Diamanti da Laboratorio nella città di Valenza.

Onorati di essere stati chiamati a gestire la Comunicazione, le Relazioni con gli Stakeholder e la Conduzione utilizzando come sede lo storico Palazzo Terzano.

Ad maiora Duel!!

Ora qualche immagine che descrive il clima di questo importante evento: