PALAZZO TERZANO SEDE DI UN DOCUMENTARIO “RAI”

"UN DOCUMENTARIO RAI PER RACCONTARE L'ECCELLENZA DEGLI ARTIGIANI ORAFI VALENZANI"

E’ in una giornata piovosa che abbiamo accolto nel nostro studio una Troupe RAI (Radio Televisione Italiana) composta da due esperti registi.
 Obiettivo della visita, realizzare un documentario facente parte della serie “Le Eccellenze Italiane” in onda su RAI Tre.

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Una premessa è doverosa. Il contatto telefonico della settimana precedente con il regista Piero Lillus è stato, sin da subito, estremamente amichevole e produttivo. Una di quelle conversazioni nella quali i due interlocutori sembrano conoscersi da sempre. Con grande facilità si è arrivati a definire la giornata in cui sarebbero venuti a Valenza per girare filmati e interviste. 

La richiesta è stata quella di poter documentare quelle “Eccellenze Artigiane” che, ancora oggi, contraddistinguono quella maestria riconosciuta in tutto il mondo nella produrre gioielli.

Così, sono state selezionate quattro aziende che, con quei canoni di artigianalità e grande esperienza, si sono rese disponibili ad ospitare la troupe nelle loro sedi.

All’arrivo di Piero Lillus, accompagnato da Nicolò Piccione, regista e videomaker, l’azione simbolo è stata quella di parcheggiare la station wagon logata RAI nei cortili di Palazzo Terzano. Nel bagagliaio tutte le attrezzature proprie di due registi, cavalletti, sofisticate macchine da presa e luci da set cinematografico.

La visita è iniziata dalla Sala Gialla del palazzo che, in seguito della conferenza sui Diamanti da Laboratorio, ospitava ancora quattro Teche contenenti scintillanti Diamanti Lab Grown. Ecco, allora, le prime riprese. Focali corte per immortalare la bellezza che, oggi, l’uomo è in grado di replicare come Madre Natura sa fare da milioni di anni. Diamanti da laboratorio che, nella città dell’oro, vengono oggi prodotti dall’azienda Duel S.r.L., guidata dal lungimirante imprenditore Luca Magrin.

 

(Le quattro Teche esposte nella Sala Gialla di Palazzo Terzano.) 

 

La giornata è proseguita con le visite alle quattro aziende che avevano accettato l’invito ad essere le testimonial di questo documentario. Entrare in ognuna di esse ha consentito ai nostri ospiti di comprendere sino in fondo la figura del “gioielliere valenzano proprietario di fabbrica“. Aziende a proprietà unica o, al massimo, in cui la titolarità è condivisa da due storici soci. Non grandi gruppi, non Multinazionali. Solo proprietari con un mazzo di chiavi in tasca e, sulle loro spalle, l’onere di ogni scelta commerciale, produttiva e di marketing.

 

(Un momento durante le riprese presso l’azienda Duel S.r.L)

 

Per i nostri registi vedere la struttura di una fabbrica tradizionale, fatta di banchi in legno, trapani, saldatori, presse etc. è stata un’esperienza illuminante. Un faro che si è acceso dando consistenza a quell’idea di artigianalità che descrive il “Gioielliere Artigiano“. Figura che ci riporta al Dopoguerra, quando, le fabbriche in Valenza erano composte di pochi lavoranti e la manualità e l’estro dei nostri orafi erano la base per creare la bellezza. Ogni cortile di Valenza ha ospitato fabbriche di svariate dimensioni. Palazzo Terzano è, ancora oggi un simbolo in tal senso. Tante le fabbriche che, dal dopoguerra in poi, hanno mosso i loro primi passi per cercare di ritrovare una normalità che, il Secondo Conflitto Mondiale, aveva seppellito sotto bombe, macerie e tanti morti. Così, quelle piccole fabbriche sono cresciute negli anni, affermandosi negli anni ’60 e ’70 per divenire delle realtà apprezzate e conosciute in tutto il mondo. Ancora oggi, nei cortili del palazzo, è possibile sentire il rumore dei trapani, l’odore acre del metallo fuso e le tante voci che, da quelle fabbriche invadevano ogni spazio.

(Un tradizionale banco in legno per “Incassatori”) 

Nel pomeriggio, terminate le riprese all’interno delle fabbriche, si è passati alle interviste dei titolari. Interviste che, per scelta degli Amici Registi, si sono girate nei saloni di Palazzo Terzano. E’ la richiesta, che già al loro primo arrivo, Piero e Nicolò ci avevano fatto. Ambientare questi colloqui in un contesto storico, con alle spalle, ad esempio, un’antica cassaforte dei primi del ‘900. Cassaforte appartenuta ad Alfonso Terzano, gioielliere, che, tra le due guerre, acquistò questa grande proprietà facendone la dimora della sua famiglia. Ecco, allora, la collocazione più consona per ogni titolare d’azienda. Le sale sono state adeguatamente predisposte per accogliere questo “set”. Parola d’ordine, mettere a proprio agio chi, per formazione e competenze, non ha nel proprio DNA il gene di apparire in pubblico come speaker. Allo scopo abbiamo utilizzato due antiche poltrone particolarmente comode e contenitive, capaci di dare sicurezza a chi vi si è accomodato. Così, imprenditore dopo imprenditore abbiamo completato il ciclo di interviste. A chiudere la kermesse, LucaMagrin, con un interessante contributo su “Diamanti da Laboratorio e futuri scenari del mercato dei Diamanti“.

(Il regista Nicolò durante le fasi preparative delle interviste) 

 (Ciak…si gira!)) 

 

Intervista dopo intervista si è arrivati alle 19.00. Prima di spegnere le luci su questa coinvolgente giornata, tutte le attrezzature sono state smontate e ricaricate in auto. Un ultimo sguardo da parte di Piero e Nicolò  ai soffitti affrescati di Palazzo Terzano ha consentito loro di caricare a bordo anche il ricordo di questa Dimora Storica, gioiello architettonico e storico della città di Valenza . Prima di salutare i nostri illustri ospiti, abbiamo voluto lasciar loro un ultimo spunto. Quello che vede l’anima delle realtà produttive valenzane in quello che oggi loro hanno avuto modo di toccare con mano. Non multinazionali o gruppi con sedi in tutto il mondo. Ma titolari di realtà produttive che continuano su di un modello di impresa che è la vera essenza delle fabbriche della città dell’oro. Fabbriche che, grazie a quel modello, rappresentano, ancora oggi, quell’ “Eccellenza Italiana” che continua a stupire il mondo intero.