LIONS ALESSANDRIA HOST: UNA SERATA TRA LE VETTE

GIUSEPPE GUIN: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "I SOGNI E LE IMPRESE DI GUIDO MONZINO"

Una serata speciale. Così si può definire la serata organizzata dal Lions Club Alessandria Host in cui ha ospitato il giornalista scrittore Giuseppe Guin. Tema, la presentazione dell’ultimo libro dedicato alle imprese di Guido Monzino. In veste di Cerimoniere riporto le sensazioni di chi ha preso parte a questo significativo evento.

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(Con l’amico scrittore Giuseppe Guin)

 

Cosa può rendere interessante e speciale una serata di centro settimana in cui una settantina di persone si ritrovano sotto il segno dei Lions? Un’opportunità unica. Quella di poter conoscere ed ascoltare un personaggio di grande cultura ed esperienza come Giuseppe Guin, giornalista e scrittore. Ecco il segreto di una serata che ha coinvolto tutti i presenti, accompagnandoli in un viaggio che, partendo da…”quel ramo del lago di Como“, li ha guidati sulle vette del Cervino, in cima all’Everest passando dal Polo Nord. Intrigante vero!

In veste di cerimoniere del Club ho avuto l’onore di poter ospitare Giuseppe Guin accompagnato da Giuliano Galli, General Manager del FAI e responsabile operativo di Villa del Balbianello, residenza iconica donata al FAI da Guido Monzino. Tante le storie raccontate durante i due interventi. Storie che hanno suscitato coinvolgimento e tante domande al termine degli interventi.

(Il libro di Giuseppe Guin dedicato a Guido Monzino)

Giuseppe Guin è giornalista e affermato scrittore. Dal primo libro risalente al 2005, “Meglio arrivare secondi“, la produzione di Guin si è arricchita di libri ormai simbolo, come “I jeans sotto la tonaca” (2017) in cui racconta le esperienze del periodo di studi ecclesiastici o “Le luci della filanda” risalente al 2021. Con oltre dieci libri pubblicati, Giuseppe Guin ha percepito tutto il fascino della personalità e dell’ avventurosa storia di Guido Monzino, erede della indimenticabile “Standa”, rimasta nel cuore di ogni famiglia italiana.

Dalle prime uscite in barca con il padre, Guin descrive, con testimonianze rilevate sul campo, un giovane Monzino determinato a raggiungere gli obiettivi che la sua forte personalità era in grado di porgli. E’ così che, un ventiquattrenne amante della motonautica e delle Ferrari, da lì in poi guiderà sempre Ferrari rigorosamente nere, si presenta da Enzo Ferrari chiedendogli un motore per il suo motoscafo da corsa….per diventare il più veloce e quindi vincere più competizioni. Cosa che avvenne. Allo stesso modo, in un ritrovo storico di Cervinia, in presenza di Achille Compagnoni e alcune guide del posto, lanciò il progetto di voler scalare il Cervino senza dar peso più di tanto ai più che gli dicevano essere una follia. E così riuscì a fare.

L’intervento di Giuseppe Guin si è focalizzato sulla tecnica utilizzata per scrivere il libro. Anzitutto l’intervista. Di persone che lo hanno conosciuto e che, con lui, hanno fatto un pezzo di strada. Agenda e penna in mano, seduti uno di fronte all’altro, in ore e ore di interviste Guin ha consumato agenda dopo agenda andando a comporre un mosaico che gli ha consentito di avere un archivio completo al punto tale di consentirgli di scrivere il libro. Non solo progetti e spedizioni, ma anche la descrizione della forte personalità di Monzino sono emersi dai racconti che ogni intervistato ha saputo raccontare senza filtri.

(Un momento dell’intervento di Giuseppe Guin )

L’intervento di Giuseppe Guin è stato introdotto e seguito da quello di Giuliano Galli che Monzino lo ha conosciuto in età giovanile. Tanti i ricordi che sono stati condivisi con una platea di soci Lions e ospiti estremamente attenti. Galli ha così potuto tracciare i tratti fondamentali del carattere di Monzino, leader nato a volte estremamente duro e intransigente. Amante delle Ferrari rigorosamente nere, che poteva permettersi in ragione degli ingenti capitali che aveva ereditato incassando la vendita della Standa, Monzino sapeva adattarsi ai più differenti contesti. In veste di alpinista scalatore, lo si poteva trovare seduto con le guide alpine in un bar di montagna in un tipico contesto locale, con bevande altrettanto tipiche e fraseggio adeguato al contesto. La metamorfosi avveniva quando diveniva il Conte Guido Monzino, vestito con eleganti abiti e una classe che lo definiva come tale non solo per il titolo. Proprio nella veste del Conte alpinista venne ricevuto in vaticano da Sua Santità Papa PaoloVI per onorare le sue epiche imprese. Poliedrico, senz’altro sì.

(Giuliano Galli: General Manager FAI e responsabile della gestione di Villa del Balbianello)

 

Terminate le relazioni abbiamo dato spazio alle tante domande che si erano manifestate già durante l’intervento. In veste di cerimoniere ho voluto fare da apripista. Sin dalle prime battute un pensiero si era fatto strada. Uno di quelli che non può mancare ad un comunicatore di professione. Due le domande che mi sono sentito di fare:

  1. Esiste per uno scrittore come Giuseppe Guin una condizione, un luogo, un momento nelle 24 ore predisponente per scrivere?
  2. E ancora, questa condizione favorevole è disponibile ogni giorno con la stessa intensità o vi sono giorni o momenti in cui l’ispirazione è più forte ?

La risposta di Giuseppe Guin deve essere anticipata da una premessa. Premessa che si materializza in una location che si trova sulle rive del lago di Como, un paradiso in terra richiesto da turisti e produzioni cinematografiche per realizzare fiction. Questa location è di proprietà di Giuseppe Guin che, con grande gusto e passione, l’ha ristrutturata rendendola una dimora in grado di suscitare emozioni forti. E, allora, dove ci può essere un posto più adatto per scrivere contemplando una natura unica per bellezza e profondità?

Con grande attenzione dei numerosi presenti, Guin ha rivelato i suoi segreti di scrittore. Anzitutto “il Rudere“, posto unico nel saper suscitare emozioni e pensieri che vengano poi tradotti in pagine del libro in fase di scrittura. Ma c’è di più. Esiste una compagna della quale Guin non saprebbe fare a meno, la notte. Solo la notte e le luci del lago sanno donare quell’atomosfera che, unita a musiche particolarmente coinvolgenti, creano un mix di sensazioni in grado di lasciare le briglie alla capacità creativa dei Giuseppe Guin. Bello vero! Già lo possiamo immaginare seduto alla scrivania con quell’ampia vetrata davanti a lui e, come sfondo, le luci che illuminano la costa del Lago di Como. Il fruscio degli alberi e, a volte, un “silenzio assordante” come quello che si può avere in un contesto così appartato. Così nasce la creatività.

(“Il Rudere” di Giuseppe Guin, altrimenti definito “The writer’s nest”) 

 

E’ con questa immagine del “nido” di Giuseppe Guin che vogliamo concludere il racconto di una serata speciale. Dove racconti, storie di avventure ai confini del mondo e capacità creative si sono fuse per far vivere a tutti i presenti un momento veramente speciale che rimarrà nei ricordi di ognuno.

Un ringraziamento agli Amici Giuseppe Guin e Giuliano Galli.