INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL PRIMATO ELL’ESSERE UMANO

CAPITALE UMANO E AI: I VALORI IRRAGGIUNGIBILI ANCHE DA UN INTELLETTO CHE RAGIONA CON GLI ALGORITMI

Se pensiamo di stilare una classifica delle tematiche più attuali e discusse oggi, senza ombra di dubbio l’AI (Artificial Intelligence) è quella più attuale.

Partendo da un articolo dedicatoci  sul Magazine Economia 2023, facciamo qualche considerazione sul tema. Considerazioni che ci condurranno ad un lieto fine.

(L’articolo dedicatoci sul Magazine Economia 2023)

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Correva l’anno 1982 quando uscì nelle sale cinematografiche il film “Blade Runner” interpretato da un aitante e giovane Harrison Ford. Un mondo futuro in cui gli uomini erano affiancati da replicanti che avevano sembianze umane ma, in realtà, erano delle macchine. Macchine che poi si ribellavano creando non pochi problemi. Una ambientazione futura che sembrava veramente tanto lontana e irraggiungibile. Ma  progresso e  tecnologia sono molto veloci e in grado di stupirci….ed oggi sono già qui. Ecco che, allora, tramite l’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale, possiamo parlare lingue sconosciute, scrivere testi come se fossimo letterati, seguaci di Cicerone o, ancora, conseguire conoscenze che in realtà non abbiamo.

Naturalmente dobbiamo riconoscere il valore dell’AI, in grado di portarci in un futuro in cui saremo sempre più affiancati da quelle potenzialità che solo una macchina può avere. Ogni settore delle attività umane è già interessato da questa tecnologia e altrettanto numerosi sono i vantaggi che vengono apportati. Tuttavia, esiste un primato dell’essere umano che non può e non deve essere delegato ad una macchina: la capacità di relazione.

 

(La locandina di Blade Runner)

 

Seguendo questa via è oggi possibile scrivere una relazione con un perfetto linguaggio tecnico, in lingua straniera e con riferimenti che denotano una cultura estremamente estesa, pur non avendo nessuna di queste competenze. Che bello! Pensare di poter scrivere una mail di presentazione personale per una nuova posizione di lavoro, affascinando chi ci legge per le competenze e le capacità espositive. Generando una aspettativa per un successivo incontro in presenza. Quel che è certo è che, sin dal primo impatto faremo colpo….e che colpo! In chi ci legge nascerà subito la volontà di volerci conoscere, di poter averci lì davanti per approfondire quello che abbiamo anticipato con le nostre note. Sin qui tutto bene.

Lo step successivo alla nostra presentazione preparataci da un “chatboat” sarà quello di incontrare un qualche referente che vorrà relazionarsi con noi per comprendere ancor meglio quello che abbiamo con tanta competenza utilizzato come presentazione. E qui iniziano i problemi. Problemi che riscontriamo ogni qualvolta dobbiamo dimostrare abilità che non abbiamo, improvvisando molto spesso con esiti a dir poco disastrosi. Se è vero come è vero che ho allegato uno “speech in lingua Maori“, sarà probabile che allo stupore di conoscere una persona che sappia parlare quella lingua, ci venga chiesto di replicare…dal vivo!

Questo preambolo in falsetto vuole iniziare  a portarci verso situazioni reali che sempre più ci vedranno impegnati a dimostrare quello che non siamo. Questo è il punto. E’ evidente il rischio che, come persona e come professionisti, incombe su di noi. Quello di danneggiare la nostra figura, andando a minare il nostro valore più prezioso, la nostra Reputazione. Così succede quando a grandi attese ingenerate seguono performance che svelano tutte le nostre incapacità e impreparazioni. Tre set a zero e match concluso! Del resto è comprensibile il desiderio di apparire bravi e preparati e….perché non approfittare di quell’aiutino che ci farà sembrare persone dotate di competenze specifiche, cultura, doti linguistiche e relazionali? Quanto è allettante farsi scrivere una tesi di laurea da un sistema che sfrutta ogni aspetto della conoscenza facendo fare un sussulto al relatore di quella tesi quando la legge. Se però dovremo discuterla in presenza….forse qualche problemino ce l’avremo!

 

(I contenitori delle nostre capacità e conoscenze)

 

Esiste quindi una sfera delle nostre competenze che dobbiamo saper completare e far crescere continuamente tramite attività di Formazione che realizzino quell’Empowerment  in grado di renderci sempre più competitivi e preparati. Preparati a dimostrare quello che siamo e sappiamo fare anche quando siamo seduti di fronte ad un’altra persona. Senza filtri e senza nessun tipo di aiuto, se non quello delle nostre conoscenze.

Il concetto è talmente semplice da farci correre il rischio di trascurarlo. Quello che nessun sistema artificiale sarà in grado di sostituire sono le “abilità relazionali“. Professioniste e professionisti che, in diverse situazioni e ambiti, si incontreranno per confrontarsi, discutere e prendere decisioni. In un rapporto one-to-one o one-to-many in cui tutto quello che potremo fare sarà espressione delle nostre competenze acquisite. 

 

(Arturo Benedetti Michelangeli: un genio ineguagliabile anche per la più sofisticata tecnologia.) 

 

Non di rado oggi, anzi, troppo sovente, si riscontrano doti relazionali estremamente scarse. Capacità che sono alla base delle nostre potenzialità che ci consentono di relazionarci in ogni ambito e con differenti controparti. Capacità acquisite e sviluppate tramite la volontà di perfezionarsi sempre più. Ecco che, allora, i concetti di “Competenze Trasversali” e “Soft Skills” divengono ancora più importanti proprio per allontanarci dal pericolo di affidarci a chi può, almeno a distanza, fare per noi.

Se il progresso delle varie applicazioni dell’AI nei più svariati ambiti delle attività umane ci arricchirà con nuove potenzialità, i “Rapporti Umani” e le “Abilità Relazionali” diventeranno sempre più il termine di paragone e il valore aggiunto di ogni professionista. Un valore che capitalizzerà il “Capitale Umano” rendendo ognuno di noi in grado di essere veramente quello che è anche quando siamo seduti ad una riunione o ci relazioniamo con un cliente.

(Il valore di un abbraccio, di un sorriso. Con l’amico Filippo Galli) 

 

E allora…benvenuta AI. Di lei non potremo farne più a meno e ne utilizzeremo tutte le strabilianti potenzialità. resta una certezza, un auspicio.

Un vezzo di noi umani sarà sempre quello di ritenerci irraggiungibili in ciò che nulla potrà mai uguagliarci, le nostre “Emozioni” e la nostra “Sensibilità” nei rapporti tra persone. Un primato da difendere. 

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