NUOVO MERCATO DEL LAVORO E FRAGILITA’ PSICOLOGICA NEI GIOVANI

Una tematica molto delicata. Una responsabilità sentita da tutti per i nostri ragazzi.
Per dar loro un futuro che possa realizzarli e concedere quella serenità che consente di programmare la propria vita personale e professionale.
In questo interessante articolo di Biancamaria Cavallini pubblicato sul Sole 24 ore del 4 ottobre 2021, un quadro lucido della delicata situazione attuale.
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(Una salutare immagine di giovani determinati e motivati.)

In agosto 4,3 milioni di lavoratori hanno lasciato il posto di lavoro negli Stati Uniti, la causa più frequente il burnout.
Un under 34 su due lascia il lavoro per motivi legati alla propria salute psicologica.
Il 73% delle persone dichiara di preferire un’organizzazione attenta al benessere psicologico delle sue persone (dati BVA-Doxa settembre 2021).

La pandemia da Covid19, con i lockdown prima e le norme sul rientro con green pass oggi, ha costituito un’ottima cartina al tornasole per portare alla luce tutte le inadeguatezze di un modo di pensare e lavorare largamente diffuso nelle organizzazioni basato su scarsa valorizzazione delle persone, poca attenzione a bisogni e talenti, orientamento esclusivo alla performance, alla pressione sui risultati e al profitto, comportamenti competitivi e orientati al controllo asfissiante.

Per le organizzazioni che non hanno saputo preparare il terreno per una cultura basata sulla fiducia, sull’appartenenza, sulla condivisione di purpose orientati al NOI, sul benessere e la felicità delle persone realmente al centro, ogni evento esterno – oggi le norme sul Covid, domani chissà quale, ma sappiamo che nel mondo VUCA le sfide sono certe – rischia di avere pesanti impatti sull’acutizzazione di conflitti e demotivazione, cioè su perdita di innovazione, produttività e profitti.

Quanto le nostre organizzazioni hanno saputo cogliere la sfida del Covid per crescere in consapevolezza e fare un passaggio evolutivo verso la costruzione di ambienti di lavoro sani, coesi a prova di cigni neri?
Quanto stiamo ancora solo discutendo se le misure governative sul green pass sono giuste o sbagliate e non stiamo osservando se il malessere che si esprime ha magari origini e cause più profonde e radicate nella cultura organizzativa, nei comportamenti e nelle pratiche di gestione delle persone che abbiamo tollerato fino ad oggi?

Possiamo continuare a commentare i dati nei convegni e discutere di specifiche misure oppure provare ad utilizzare le conoscenze e gli strumenti che abbiamo per capire il senso profondo dei tempi che viviamo e provare a ripartire davvero su nuove basi, insieme.

Per chi vuole andare oltre, il primo step che propongo a tutti di fare è partecipare a questo progetto di ricerca e azione che guarda al futuro compilando questa survey: https://lnkd.in/daAJAYNz
#organizzazionipositive
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