STRATEGIE DI GESTIONE DEI CONFLITTI

STRATEGIE DI GESTIONE DEI CONFLITTI: come prevenire e gestire un conflitto in ambito personale e professionale.

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Quarta puntata della serie di interventi  dedicati alla “Cultura d’Impresa”. Il tema proposto è uno di quelli che non ammettono impreparazione o improvvisazione per un professionista: Gestire un Conflitto.

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VALENZA – Lo Studio Cirri di Valenza crede nell’importanza della consulenza e della formazione nell’ambito delle Relazioni Pubbliche e dagli anni ’50 opera per formare figure professionali manageriali, team o liberi professionisti. Una esperienza che il dottor Giuseppe Alfonso Cirri questa settimana mette a disposizione dei lettori di RadioGold per aiutarci nella gestione dei conflitti”.

Per definire “un conflitto” il dottor Giuseppe Alfonso Cirri ha scelto l’immagine dei due personaggi creati dall’eclettica penna di Giovannino Guareschi: Don Camillo e Peppone. “Due “sagome”, unite da una profonda amicizia e da grande lealtà, ma divise da credenze e ideologie diverse. Per dirla alla anglosassone, “a neverending conflict”.

Volendo comprendere natura e cause di molti momenti di crisi, si evidenzia chiaramente che la maggioranza dei conflitti, in ambito aziendale, personale e professionale, vengono innescati per una motivazione ben precisa: la rottura del sistema di comunicazione, per un insuccesso del dialogo”. Un dialogo che denota inequivocabilmente una carenza di abilità relazionali e di intelligenza sociale. Situazioni in cui vengono a mancare le doti di ascolto, fiducia e rispetto reciproci.

Da queste iniziali considerazioni, nasce una prima riflessione. L’importanza del saper gestire una relazione con “assertività”, cioè affermando le proprie idee con fermezza ma, al contempo, essendo flessibili e rispettosi di quelle altrui. Al pari, dimostrare “empatia verso i nostri interlocutori. Caratteristica che ci avvicina ai sentimenti e al modo di essere di chi ci sta di fronte, comprendendone stati d’animo e comportamenti.

Di centrale importanza, nell’attività di prevenire e gestire eventuali conflitti insorti, è il delineare la figura del “comunicatore esperto”. Un professionista che ha anzitutto consapevolezza, esperienza e responsabilità di ciò che contribuisce a far accadere. Agisce con pragmatismo, strategicità e in modo sistematico. Comprende e riconosce le implicazioni emotive. Sempre alla ricerca di una soluzione. Soluzione che rispetti le diverse posizioni e le persone che le rappresentano.

Volendo identificare alcune delle terminologie che meglio rappresentano un conflitto, definiamo, anzitutto, il concetto di  “escalation”. Più di tutti è in grado di rappresentare la progressione di un conflitto. Conflitto che, in realtà, all’inizio è sovente di piccole dimensioni. La crescita da piccolo a grande conflitto, avviene come risultato di iniziative prese e perseguite senza successo e in assenza di una strategia efficace. In altre parole, sono l’esito di maldestri tentativi di gestione e risoluzione, portati avanti senza l’ausilio di esperti professionisti.

Ancora. Conoscere le differenze tra contraddittorio e negoziazione. Nel primo, in punti di vista sono diametralmente opposti e le diverse parti cercano di sopraffarsi. Nella seconda, pur essendoci punti di vista lontani tra loro, le parti cercano di giungere con positività ad un compromesso. Comprendere le strategie che guidano l’interest bargaining, cioè quelle raffinate capacità di individuare i reali desideri della nostra controparte, contrapposte a quelle del meno duttile e intransigente positional bargaining. Tanti gli aspetti comunicazionali, motivazionali e strategici da considerare e valutare con attenzione.   

Molti conflitti possono essere evitati, gestiti o, addirittura, utilizzati in modo positivo. Possibilità precluse da approcci spesso improvvisati e non professionali.